
L’esperimento a lungo termine della Spagna con l’imbarco biometrico si è arenato il 25 novembre, quando l’Agencia Española de Protección de Datos (AEPD) ha inflitto una multa di 10 milioni di euro all’operatore aeroportuale Aena e ha ordinato la sospensione immediata del programma di riconoscimento facciale in otto aeroporti principali, tra cui Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat.
Secondo l’AEPD, Aena non ha effettuato una valutazione adeguata dell’impatto sulla protezione dei dati prima di iscrivere quasi 40.000 viaggiatori al sistema volontario tra il 2023 e il 2024. Gli investigatori hanno rilevato che la valutazione non ha dimostrato che la raccolta dei dati biometrici fosse strettamente necessaria né ha esplorato alternative meno invasive, come i token digitali basati sui dispositivi personali dei viaggiatori. Secondo il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’UE, i dati biometrici utilizzati per l’“identificazione univoca” sono considerati “ad alto rischio”, attivando rigorosi test legali e misure di mitigazione.
La sentenza arriva proprio mentre la Spagna si affretta a implementare il Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES) su tutto il territorio nazionale entro la scadenza di aprile 2026. Gli addetti ai lavori avvertono che la disattivazione dei varchi con riconoscimento facciale potrebbe allungare le code durante le vacanze invernali e vanificare gran parte dei progressi fatti da compagnie come Iberia, Vueling e Air Europa per velocizzare l’imbarco dei viaggiatori frequenti.
Aena ha annunciato che presenterà ricorso, sostenendo che l’iscrizione dei passeggeri era volontaria, i dati erano criptati e non si sono verificati violazioni. L’azienda sostiene che il programma è essenziale per gestire un traffico record — 285 milioni di passeggeri previsti per il 2026 — e che sospendere ora la tecnologia mette la Spagna in svantaggio competitivo rispetto ad aeroporti in Francia, Paesi Bassi e Golfo che già utilizzano la biometria end-to-end.
Per i datori di lavoro che gestiscono viaggi per assegnati e team di mobilità globale che instradano talenti attraverso la Spagna, il messaggio è chiaro: prevedere tempi di attesa più lunghi negli itinerari per questa stagione di vacanze, informare i viaggiatori che le corsie biometriche potrebbero essere chiuse e monitorare eventuali sospensioni giudiziarie che potrebbero ripristinare il sistema, anche con breve preavviso.
Secondo l’AEPD, Aena non ha effettuato una valutazione adeguata dell’impatto sulla protezione dei dati prima di iscrivere quasi 40.000 viaggiatori al sistema volontario tra il 2023 e il 2024. Gli investigatori hanno rilevato che la valutazione non ha dimostrato che la raccolta dei dati biometrici fosse strettamente necessaria né ha esplorato alternative meno invasive, come i token digitali basati sui dispositivi personali dei viaggiatori. Secondo il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’UE, i dati biometrici utilizzati per l’“identificazione univoca” sono considerati “ad alto rischio”, attivando rigorosi test legali e misure di mitigazione.
La sentenza arriva proprio mentre la Spagna si affretta a implementare il Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES) su tutto il territorio nazionale entro la scadenza di aprile 2026. Gli addetti ai lavori avvertono che la disattivazione dei varchi con riconoscimento facciale potrebbe allungare le code durante le vacanze invernali e vanificare gran parte dei progressi fatti da compagnie come Iberia, Vueling e Air Europa per velocizzare l’imbarco dei viaggiatori frequenti.
Aena ha annunciato che presenterà ricorso, sostenendo che l’iscrizione dei passeggeri era volontaria, i dati erano criptati e non si sono verificati violazioni. L’azienda sostiene che il programma è essenziale per gestire un traffico record — 285 milioni di passeggeri previsti per il 2026 — e che sospendere ora la tecnologia mette la Spagna in svantaggio competitivo rispetto ad aeroporti in Francia, Paesi Bassi e Golfo che già utilizzano la biometria end-to-end.
Per i datori di lavoro che gestiscono viaggi per assegnati e team di mobilità globale che instradano talenti attraverso la Spagna, il messaggio è chiaro: prevedere tempi di attesa più lunghi negli itinerari per questa stagione di vacanze, informare i viaggiatori che le corsie biometriche potrebbero essere chiuse e monitorare eventuali sospensioni giudiziarie che potrebbero ripristinare il sistema, anche con breve preavviso.
Fonte: El País / Cadena SER
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