
Il Ministero degli Esteri tedesco ha ufficialmente confermato che, a partire dal 1° luglio 2025, i richiedenti il visto Schengen o nazionale respinto da una missione tedesca non potranno più presentare una “remostrazione” informale e gratuita presso ambasciate o consolati. L’annuncio, ripubblicato il 2 dicembre 2025 in tutta la rete diplomatica tedesca, pone fine a una prassi pluridecennale unica in Germania nell’area Schengen.
Secondo il ministero, questa decisione segue un progetto pilota biennale in 15 sezioni visti, che ha dimostrato come l’abolizione delle remostrazioni abbia ridotto i tempi medi di elaborazione fino a nove giorni e diminuito le arretratezze di quasi un quinto. Il personale consolare precedentemente impegnato nelle risposte ai ricorsi sarà ora impiegato nella valutazione diretta delle domande, permettendo di processare più richieste ogni giorno e accorciando le liste d’attesa, un problema particolarmente sentito da aziende e richiedenti ricongiungimenti familiari in tutto il mondo.
La tutela legale non viene meno: i richiedenti insoddisfatti possono ancora presentare un ricorso formale al Tribunale Amministrativo di Berlino o semplicemente inoltrare una nuova domanda (con il pagamento della relativa tassa). Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che il ricorso giudiziario è più costoso e richiede mesi, quindi i team di mobilità aziendale dovrebbero prevedere tempi supplementari nei piani di trasferimento in caso di domande borderline. Consigliano inoltre di rafforzare i fascicoli documentali iniziali per ridurre i rifiuti, ora che l’appello interno a basso costo non è più disponibile.
Per i datori di lavoro, il messaggio chiave è strategico: aumentare la precisione nella preparazione delle domande di visto tedesco, prevedere budget per eventuali seconde domande e aggiornare i tempi di onboarding per i dipendenti non UE. I team HR dovrebbero anche preparare argomentazioni per i candidati che potrebbero imbattersi in critiche sui social media riguardo a questo cambiamento. Nel complesso, però, l’accelerazione media nel rilascio dei visti potrebbe favorire i piani di staffing multinazionali, soprattutto durante la stagione estiva di picco, quando i consolati tedeschi storicamente faticano a gestire l’alto volume di richieste.
Secondo il ministero, questa decisione segue un progetto pilota biennale in 15 sezioni visti, che ha dimostrato come l’abolizione delle remostrazioni abbia ridotto i tempi medi di elaborazione fino a nove giorni e diminuito le arretratezze di quasi un quinto. Il personale consolare precedentemente impegnato nelle risposte ai ricorsi sarà ora impiegato nella valutazione diretta delle domande, permettendo di processare più richieste ogni giorno e accorciando le liste d’attesa, un problema particolarmente sentito da aziende e richiedenti ricongiungimenti familiari in tutto il mondo.
La tutela legale non viene meno: i richiedenti insoddisfatti possono ancora presentare un ricorso formale al Tribunale Amministrativo di Berlino o semplicemente inoltrare una nuova domanda (con il pagamento della relativa tassa). Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che il ricorso giudiziario è più costoso e richiede mesi, quindi i team di mobilità aziendale dovrebbero prevedere tempi supplementari nei piani di trasferimento in caso di domande borderline. Consigliano inoltre di rafforzare i fascicoli documentali iniziali per ridurre i rifiuti, ora che l’appello interno a basso costo non è più disponibile.
Per i datori di lavoro, il messaggio chiave è strategico: aumentare la precisione nella preparazione delle domande di visto tedesco, prevedere budget per eventuali seconde domande e aggiornare i tempi di onboarding per i dipendenti non UE. I team HR dovrebbero anche preparare argomentazioni per i candidati che potrebbero imbattersi in critiche sui social media riguardo a questo cambiamento. Nel complesso, però, l’accelerazione media nel rilascio dei visti potrebbe favorire i piani di staffing multinazionali, soprattutto durante la stagione estiva di picco, quando i consolati tedeschi storicamente faticano a gestire l’alto volume di richieste.
Fonte: Federal Foreign Office
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