
L’Aggiornamento Economico e Fiscale di Metà Anno (MYEFO) dell’Australia, pubblicato il 17 dicembre 2025, conferma che il Governo Albanese prevede ora un calo della migrazione netta dall’estero (NOM) molto più rapido rispetto alle stime precedenti. Il Tesoro ha rivisto al ribasso la cifra per i 12 mesi fino a giugno 2025, portandola da 335.000 a 310.000, e prevede un ulteriore calo a 260.000 nel 2025-26 e a 225.000 nel 2026-27. Pur restando ben al di sopra della media pre-pandemica di circa 190.000, questi tagli rappresentano la riduzione ufficiale più marcata degli arrivi a lungo termine degli ultimi dieci anni.
La revisione al ribasso è quasi interamente dovuta a una serie di misure di integrità rivolte al sistema dei visti per studenti. Da luglio, il Dipartimento degli Affari Interni ha aumentato le tariffe di domanda (ora 2.000 AUD, la più alta tra le principali destinazioni di studio anglofone), introdotto un nuovo test di “Studente Autentico”, limitato i diritti di lavoro post-studio per alcuni corsi e, più recentemente, attivato la Direttiva Ministeriale 115 per selezionare le domande offshore di visto Subclass 500. Le università con iscrizioni superiori alle previsioni per il 2026 sono state inserite in una coda di elaborazione più lenta, mentre i college privati considerati “ad alto rischio” sono sottoposti a controlli più rigorosi. Le autorità sostengono che queste politiche siano essenziali per affrontare la carenza di alloggi e ripristinare la fiducia nel programma migratorio.
I gruppi imprenditoriali e i tesorieri statali hanno reagito con preoccupazione. Universities Australia avverte che un tetto prolungato potrebbe far perdere 6 miliardi di AUD alle entrate annuali da esportazioni e mettere a rischio migliaia di posti di lavoro accademici. Il Property Council sostiene che la restrizione della popolazione allevierà la pressione sugli affitti nel breve termine, ma rischia di aggravare la carenza di competenze nel settore delle costruzioni a lungo termine. L’ex vice segretario dell’Immigrazione, Abul Rizvi, ha dichiarato a Sky News che le partenze dei migranti temporanei si stanno rivelando “più persistenti” del previsto e che la NOM potrebbe ancora superare le previsioni a meno che il mercato del lavoro non si indebolisca significativamente.
Per i datori di lavoro che dipendono dai flussi di talenti laureati, l’impatto immediato è un allungamento dei tempi di attesa e un aumento dei costi di conformità. Gli sponsor segnalano un calo dei tassi di conversione da visto studentesco a visto di lavoro, con un aumento dei rifiuti soprattutto nel settore VET. I responsabili della mobilità sono consigliati di assicurarsi i talenti in anticipo, prevedere budget maggiori per le tariffe dei visti e considerare un extra di quattro-sei settimane per l’elaborazione del visto Subclass 482 Skills-in-Demand quando sono richiesti esami medici offshore.
Sul piano politico, i dati MYEFO preparano il terreno per una contesa elettorale sul tema della migrazione. La Coalizione ha ritardato la pubblicazione della propria politica, ma segnala limiti ancora più severi e un’applicazione più rigorosa. Con l’accessibilità abitativa al centro delle preoccupazioni degli elettori, gli operatori della mobilità globale devono aspettarsi una continua volatilità nelle normative sui visti per tutto il 2026.
La revisione al ribasso è quasi interamente dovuta a una serie di misure di integrità rivolte al sistema dei visti per studenti. Da luglio, il Dipartimento degli Affari Interni ha aumentato le tariffe di domanda (ora 2.000 AUD, la più alta tra le principali destinazioni di studio anglofone), introdotto un nuovo test di “Studente Autentico”, limitato i diritti di lavoro post-studio per alcuni corsi e, più recentemente, attivato la Direttiva Ministeriale 115 per selezionare le domande offshore di visto Subclass 500. Le università con iscrizioni superiori alle previsioni per il 2026 sono state inserite in una coda di elaborazione più lenta, mentre i college privati considerati “ad alto rischio” sono sottoposti a controlli più rigorosi. Le autorità sostengono che queste politiche siano essenziali per affrontare la carenza di alloggi e ripristinare la fiducia nel programma migratorio.
I gruppi imprenditoriali e i tesorieri statali hanno reagito con preoccupazione. Universities Australia avverte che un tetto prolungato potrebbe far perdere 6 miliardi di AUD alle entrate annuali da esportazioni e mettere a rischio migliaia di posti di lavoro accademici. Il Property Council sostiene che la restrizione della popolazione allevierà la pressione sugli affitti nel breve termine, ma rischia di aggravare la carenza di competenze nel settore delle costruzioni a lungo termine. L’ex vice segretario dell’Immigrazione, Abul Rizvi, ha dichiarato a Sky News che le partenze dei migranti temporanei si stanno rivelando “più persistenti” del previsto e che la NOM potrebbe ancora superare le previsioni a meno che il mercato del lavoro non si indebolisca significativamente.
Per i datori di lavoro che dipendono dai flussi di talenti laureati, l’impatto immediato è un allungamento dei tempi di attesa e un aumento dei costi di conformità. Gli sponsor segnalano un calo dei tassi di conversione da visto studentesco a visto di lavoro, con un aumento dei rifiuti soprattutto nel settore VET. I responsabili della mobilità sono consigliati di assicurarsi i talenti in anticipo, prevedere budget maggiori per le tariffe dei visti e considerare un extra di quattro-sei settimane per l’elaborazione del visto Subclass 482 Skills-in-Demand quando sono richiesti esami medici offshore.
Sul piano politico, i dati MYEFO preparano il terreno per una contesa elettorale sul tema della migrazione. La Coalizione ha ritardato la pubblicazione della propria politica, ma segnala limiti ancora più severi e un’applicazione più rigorosa. Con l’accessibilità abitativa al centro delle preoccupazioni degli elettori, gli operatori della mobilità globale devono aspettarsi una continua volatilità nelle normative sui visti per tutto il 2026.
Fonte: The Australian
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