
Diverse missioni diplomatiche cinesi, tra cui quelle in Suriname e negli Stati Federati di Micronesia, hanno emesso il 18 dicembre avvisi identici annunciando l’esenzione immediata dalla raccolta delle impronte digitali per tutti i richiedenti visti con soggiorni fino a 180 giorni. Il progetto pilota, valido dal 19 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026, sospende un requisito introdotto nel 2018 nell’ambito dell’implementazione biometrica cinese.
I richiedenti per i visti a lungo termine D, J1, Q1, S1, X1 e Z — che devono convertire il visto d’ingresso in permesso di soggiorno una volta in Cina — dovranno ancora presentarsi di persona per la rilevazione delle impronte. I titolari di passaporti diplomatici, i minori di 14 anni e gli adulti oltre i 70 erano già esentati; la nuova norma estende l’esenzione alla maggior parte dei viaggiatori d’affari e turistici.
I consolati spiegano che questa misura ridurrà i tempi di attesa per gli appuntamenti, allevierà l’affollamento nelle sale visti e faciliterà la presentazione di lotti di passaporti da parte delle agenzie di viaggio. Inoltre, si integra con la spinta della Cina alla digitalizzazione dei servizi consolari: il portale online per i visti aggiornato (COVA 2.0) precompila ora i moduli con i dati del passaporto, permettendo a molti viaggiatori di completare la procedura senza recarsi in ambasciata.
Per i team di mobilità aziendale il vantaggio è immediato. I dipendenti che prima dovevano volare o spedire i passaporti al consolato cinese più vicino per la rilevazione biometrica possono ora utilizzare l’invio postale o tramite agenti, riducendo i tempi di attesa di diversi giorni. Gli esperti tuttavia consigliano di mantenere un margine di tempo: le ambasciate si riservano il diritto di richiedere le impronte caso per caso, e i richiedenti devono comunque presentare foto recenti e nitide conformi agli standard ICAO.
I richiedenti per i visti a lungo termine D, J1, Q1, S1, X1 e Z — che devono convertire il visto d’ingresso in permesso di soggiorno una volta in Cina — dovranno ancora presentarsi di persona per la rilevazione delle impronte. I titolari di passaporti diplomatici, i minori di 14 anni e gli adulti oltre i 70 erano già esentati; la nuova norma estende l’esenzione alla maggior parte dei viaggiatori d’affari e turistici.
I consolati spiegano che questa misura ridurrà i tempi di attesa per gli appuntamenti, allevierà l’affollamento nelle sale visti e faciliterà la presentazione di lotti di passaporti da parte delle agenzie di viaggio. Inoltre, si integra con la spinta della Cina alla digitalizzazione dei servizi consolari: il portale online per i visti aggiornato (COVA 2.0) precompila ora i moduli con i dati del passaporto, permettendo a molti viaggiatori di completare la procedura senza recarsi in ambasciata.
Per i team di mobilità aziendale il vantaggio è immediato. I dipendenti che prima dovevano volare o spedire i passaporti al consolato cinese più vicino per la rilevazione biometrica possono ora utilizzare l’invio postale o tramite agenti, riducendo i tempi di attesa di diversi giorni. Gli esperti tuttavia consigliano di mantenere un margine di tempo: le ambasciate si riservano il diritto di richiedere le impronte caso per caso, e i richiedenti devono comunque presentare foto recenti e nitide conformi agli standard ICAO.
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