
Nuovi dati Eurostat pubblicati il 19 dicembre mostrano che la Repubblica di Cipro ha effettuato circa 3.000 rimpatri di cittadini extra-UE tra luglio e settembre 2025, il terzo totale più alto nell’Unione dopo Germania e Francia. Il dato evidenzia l’approccio deciso di Nicosia, che persegue una strategia di “più partenze che arrivi”, al centro dell’agenda migratoria del presidente Nikos Christodoulides sin dal suo insediamento all’inizio del 2024.
Secondo il dataset, nell’UE sono stati emessi 115.440 ordini di rimpatrio nel terzo trimestre, con 34.155 effettive rimozioni, in aumento del 14,6% rispetto all’anno precedente. Il contributo di Cipro è sproporzionato per un paese di appena 1,2 milioni di abitanti: i suoi 3.000 rimpatri superano quelli di Stati membri molto più grandi come Spagna e Italia. Le autorità attribuiscono questo risultato a voli charter potenziati finanziati dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione dell’UE, a un processo di appello semplificato e ad accordi bilaterali di riammissione con paesi d’origine come India, Nigeria e Vietnam.
Il viceministro per la Migrazione e la Protezione Internazionale, Nikolas Ioannides, ha dichiarato che i numeri “confermano il nostro approccio integrato: sorveglianza rafforzata lungo la Linea Verde, screening più rapido delle domande d’asilo e incentivi per la partenza volontaria”. Ha aggiunto che Cipro ha ora rimpatriato più migranti irregolari nel 2025 di quanti ne abbia ricevuti, invertendo un trend decennale di flussi netti in entrata. Tuttavia, le ONG avvertono che le rimozioni accelerate possono mettere a rischio le garanzie di giusto processo; KISA ha criticato il governo per “aver privilegiato le statistiche rispetto ai diritti individuali”.
Per i responsabili della mobilità globale, il contesto di controllo più rigoroso implica un’attenzione maggiore verso i titolari di permessi di lavoro che superano la durata consentita o perdono l’impiego. I datori di lavoro che sponsorizzano cittadini di paesi terzi sono invitati a monitorare attentamente le scadenze contrattuali e a pianificare rinnovi o uscite con almeno 60 giorni di anticipo per evitare complicazioni dell’ultimo minuto. Le aziende che trasferiscono personale a Cipro devono inoltre aspettarsi controlli documentali più severi ai punti di ingresso, mentre le autorità cercano di mantenere la tendenza alla diminuzione degli arrivi irregolari.
Guardando al futuro, il Ministero della Migrazione prevede di digitalizzare i registri di uscita e condividere i dati con altre piattaforme UE di rimpatrio nel 2026, una mossa che potrebbe accelerare ulteriormente i tempi di rimozione e creare nuovi obblighi di conformità per i team di mobilità aziendale.
Secondo il dataset, nell’UE sono stati emessi 115.440 ordini di rimpatrio nel terzo trimestre, con 34.155 effettive rimozioni, in aumento del 14,6% rispetto all’anno precedente. Il contributo di Cipro è sproporzionato per un paese di appena 1,2 milioni di abitanti: i suoi 3.000 rimpatri superano quelli di Stati membri molto più grandi come Spagna e Italia. Le autorità attribuiscono questo risultato a voli charter potenziati finanziati dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione dell’UE, a un processo di appello semplificato e ad accordi bilaterali di riammissione con paesi d’origine come India, Nigeria e Vietnam.
Il viceministro per la Migrazione e la Protezione Internazionale, Nikolas Ioannides, ha dichiarato che i numeri “confermano il nostro approccio integrato: sorveglianza rafforzata lungo la Linea Verde, screening più rapido delle domande d’asilo e incentivi per la partenza volontaria”. Ha aggiunto che Cipro ha ora rimpatriato più migranti irregolari nel 2025 di quanti ne abbia ricevuti, invertendo un trend decennale di flussi netti in entrata. Tuttavia, le ONG avvertono che le rimozioni accelerate possono mettere a rischio le garanzie di giusto processo; KISA ha criticato il governo per “aver privilegiato le statistiche rispetto ai diritti individuali”.
Per i responsabili della mobilità globale, il contesto di controllo più rigoroso implica un’attenzione maggiore verso i titolari di permessi di lavoro che superano la durata consentita o perdono l’impiego. I datori di lavoro che sponsorizzano cittadini di paesi terzi sono invitati a monitorare attentamente le scadenze contrattuali e a pianificare rinnovi o uscite con almeno 60 giorni di anticipo per evitare complicazioni dell’ultimo minuto. Le aziende che trasferiscono personale a Cipro devono inoltre aspettarsi controlli documentali più severi ai punti di ingresso, mentre le autorità cercano di mantenere la tendenza alla diminuzione degli arrivi irregolari.
Guardando al futuro, il Ministero della Migrazione prevede di digitalizzare i registri di uscita e condividere i dati con altre piattaforme UE di rimpatrio nel 2026, una mossa che potrebbe accelerare ulteriormente i tempi di rimozione e creare nuovi obblighi di conformità per i team di mobilità aziendale.
Fonte: Cyprus Mail
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