
Gli Emirati Arabi Uniti si sono svegliati sabato 20 dicembre 2025 con scene più tipiche di un monsone sud-asiatico che di un inverno del Golfo. Un sistema di bassa pressione lento ha scaricato tra 75 e 120 mm di pioggia su vaste aree di Dubai, Abu Dhabi, Sharjah e gli Emirati del Nord in meno di 18 ore, ha confermato il Centro Nazionale di Meteorologia (NCM). Le strade allagate hanno bloccato gli automobilisti, mentre video della Sheikh Zayed Road sommersa hanno dominato i social media. La polizia di Dubai ha invitato i residenti a restare in casa salvo necessità, mentre le squadre municipali hanno dispiegato autobotti per pompare l’acqua dai punti critici.
Il settore dell’aviazione è stato il primo a subire le conseguenze. Emirates, con base a Dubai, e diverse compagnie straniere hanno cancellato o ritardato decine di voli dopo che due taxiway dell’aeroporto internazionale di Dubai (DXB) sono rimaste chiuse per quasi quattro ore durante le ore di punta mattutine a causa dell’acqua stagnante. I passeggeri hanno segnalato code all’immigrazione nel Terminal 3 che si estendevano fino alla zona commerciale, mentre i canali Smart-Gate sono andati offline a intermittenza. L’aeroporto internazionale di Sharjah ha deviato tre voli in arrivo verso Muscat e Doha, mentre Abu Dhabi International ha consigliato ai viaggiatori di presentarsi “non meno di quattro ore prima della partenza”.
Anche il trasporto su strada e i pendolari sono stati fortemente colpiti. I mezzi pesanti diretti alla Jebel Ali Free Zone sono stati deviati lungo Emirates Road dopo che parti della Sheikh Mohammed bin Zayed Road sono diventate impraticabili, causando ritardi nelle consegne just-in-time per aziende di elettronica e automotive. Le autorità della free zone hanno attivato protocolli di lavoro da remoto e diversi datori di lavoro multinazionali, tra cui DHL, Microsoft Gulf e Nestlé Middle East, hanno spostato gli incontri con i clienti su videochiamate.
Oltre al disagio immediato, la tempesta ha messo in luce lacune sistemiche nella pianificazione delle emergenze per la crescente popolazione di espatriati negli Emirati. Molti titolari di visto di residenza hanno riferito che gli appuntamenti presso la Direzione Generale per la Residenza e gli Affari Esteri (GDRFA) sono stati automaticamente riprogrammati, ma le sessioni biometriche per i nuovi permessi di lavoro sono state semplicemente cancellate. I consulenti per l’immigrazione hanno avvertito che gli slot persi potrebbero spostare l’inserimento dei nuovi assunti a inizio gennaio, complicando il raggiungimento degli obiettivi di fine anno sul numero di dipendenti.
Per i responsabili della mobilità la lezione è chiara: condizioni meteorologiche estreme, anche in un hub desertico, possono influenzare ogni fase del viaggio internazionale, dai voli al trasporto terrestre dell’ultimo miglio, fino agli appuntamenti per l’immigrazione e alle date di inizio stipendio. I team di mobilità globale sono invitati a rivedere i piani di continuità aziendale, assicurarsi che i viaggiatori abbiano clausole assicurative che coprano “atti della natura” e mantenere un inventario di permessi di ingresso cartacei nel caso in cui i visti elettronici scadano mentre gli assegnati sono bloccati all’estero.
Il settore dell’aviazione è stato il primo a subire le conseguenze. Emirates, con base a Dubai, e diverse compagnie straniere hanno cancellato o ritardato decine di voli dopo che due taxiway dell’aeroporto internazionale di Dubai (DXB) sono rimaste chiuse per quasi quattro ore durante le ore di punta mattutine a causa dell’acqua stagnante. I passeggeri hanno segnalato code all’immigrazione nel Terminal 3 che si estendevano fino alla zona commerciale, mentre i canali Smart-Gate sono andati offline a intermittenza. L’aeroporto internazionale di Sharjah ha deviato tre voli in arrivo verso Muscat e Doha, mentre Abu Dhabi International ha consigliato ai viaggiatori di presentarsi “non meno di quattro ore prima della partenza”.
Anche il trasporto su strada e i pendolari sono stati fortemente colpiti. I mezzi pesanti diretti alla Jebel Ali Free Zone sono stati deviati lungo Emirates Road dopo che parti della Sheikh Mohammed bin Zayed Road sono diventate impraticabili, causando ritardi nelle consegne just-in-time per aziende di elettronica e automotive. Le autorità della free zone hanno attivato protocolli di lavoro da remoto e diversi datori di lavoro multinazionali, tra cui DHL, Microsoft Gulf e Nestlé Middle East, hanno spostato gli incontri con i clienti su videochiamate.
Oltre al disagio immediato, la tempesta ha messo in luce lacune sistemiche nella pianificazione delle emergenze per la crescente popolazione di espatriati negli Emirati. Molti titolari di visto di residenza hanno riferito che gli appuntamenti presso la Direzione Generale per la Residenza e gli Affari Esteri (GDRFA) sono stati automaticamente riprogrammati, ma le sessioni biometriche per i nuovi permessi di lavoro sono state semplicemente cancellate. I consulenti per l’immigrazione hanno avvertito che gli slot persi potrebbero spostare l’inserimento dei nuovi assunti a inizio gennaio, complicando il raggiungimento degli obiettivi di fine anno sul numero di dipendenti.
Per i responsabili della mobilità la lezione è chiara: condizioni meteorologiche estreme, anche in un hub desertico, possono influenzare ogni fase del viaggio internazionale, dai voli al trasporto terrestre dell’ultimo miglio, fino agli appuntamenti per l’immigrazione e alle date di inizio stipendio. I team di mobilità globale sono invitati a rivedere i piani di continuità aziendale, assicurarsi che i viaggiatori abbiano clausole assicurative che coprano “atti della natura” e mantenere un inventario di permessi di ingresso cartacei nel caso in cui i visti elettronici scadano mentre gli assegnati sono bloccati all’estero.
Fonte: Times of India, Gulf News