
Il Segretario di Stato USA Marco Rubio, il 20 dicembre, ha difeso le ampie restrizioni sull’immigrazione, affermando che un visto “è un privilegio, non un diritto”, confermando che negli ultimi dodici mesi sono stati revocati o negati tra i 60.000 e i 70.000 visti. Le sue dichiarazioni aumentano le preoccupazioni tra i titolari indiani di visti F-1 e H-1B, già alle prese con tempi di attesa record per gli appuntamenti e tagli alle opportunità di lavoro post-studio.
Rubio ha lasciato intendere che l’amministrazione continuerà a monitorare i titolari di visti dopo l’ingresso e ad esercitare il potere di revoca in caso di motivi legati alla sicurezza nazionale. Per gli studenti indiani – ora il gruppo straniero più numeroso nei programmi di master negli USA – queste parole fanno temere controlli retroattivi sullo status, che potrebbero influire su collaborazioni di ricerca o attività sui social media.
I consulenti educativi prevedono un calo del 10% nelle iscrizioni indiane per l’autunno 2026 se l’incertezza dovesse persistere, con Canada e Australia pronti a raccogliere i benefici. Anche i datori di lavoro potrebbero riscontrare una riduzione della mobilità dei talenti, poiché i lavoratori valutano il rischio di revoche improvvise prima di accettare incarichi negli USA.
I team dedicati alla mobilità dovrebbero intensificare le sessioni di aggiornamento sulla conformità: ricordare al personale le regole per mantenere lo status, l’importanza di una corretta gestione dei social media e di aggiornare tempestivamente l’indirizzo presso l’USCIS. Le istituzioni potrebbero inoltre valutare di diversificare le destinazioni per studenti e tirocinanti sponsorizzati.
Rubio ha lasciato intendere che l’amministrazione continuerà a monitorare i titolari di visti dopo l’ingresso e ad esercitare il potere di revoca in caso di motivi legati alla sicurezza nazionale. Per gli studenti indiani – ora il gruppo straniero più numeroso nei programmi di master negli USA – queste parole fanno temere controlli retroattivi sullo status, che potrebbero influire su collaborazioni di ricerca o attività sui social media.
I consulenti educativi prevedono un calo del 10% nelle iscrizioni indiane per l’autunno 2026 se l’incertezza dovesse persistere, con Canada e Australia pronti a raccogliere i benefici. Anche i datori di lavoro potrebbero riscontrare una riduzione della mobilità dei talenti, poiché i lavoratori valutano il rischio di revoche improvvise prima di accettare incarichi negli USA.
I team dedicati alla mobilità dovrebbero intensificare le sessioni di aggiornamento sulla conformità: ricordare al personale le regole per mantenere lo status, l’importanza di una corretta gestione dei social media e di aggiornare tempestivamente l’indirizzo presso l’USCIS. Le istituzioni potrebbero inoltre valutare di diversificare le destinazioni per studenti e tirocinanti sponsorizzati.
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