
Il governo Albanese ha agito rapidamente dopo l’attacco terroristico dello scorso fine settimana a Bondi Beach, ampliando le motivazioni per cui un visto temporaneo o permanente può essere revocato. Il Primo Ministro Anthony Albanese, il Ministro della Giustizia Michelle Rowland e il Ministro degli Affari Interni Tony Burke hanno dichiarato ai giornalisti a Canberra il 22 dicembre che un nuovo pacchetto legislativo conferirà al Ministro il potere di annullare o rifiutare un visto se il titolare si è reso responsabile di discorsi d’odio, vilipendio aggravato o promozione di ideologie estremiste. Finora, la revoca del visto richiedeva generalmente una condanna penale o una valutazione negativa di sicurezza.
Secondo le bozze di modifica alla Migration Act, un visto può essere revocato se il Ministro “ha fondati motivi di sospetto” che un non cittadino abbia promosso violenza contro un gruppo protetto, mostrato simboli d’odio o associato con organizzazioni estremiste o terroristiche elencate. I funzionari hanno confermato che saranno considerati anche i contenuti pubblicati online, inclusi quelli su server esteri, se accessibili dall’Australia. Gli agenti di frontiera potranno inoltre sequestrare e distruggere oggetti con simboli d’odio, grazie alle modifiche alla Customs Act.
Le riforme si affiancano a un nuovo reato aggravato di discorso d’odio, con pene fino a sette anni di carcere, a misure più severe sul controllo delle armi e a un sistema di “inserimento in lista” delle organizzazioni estremiste, che rende reato aderirvi, reclutare o sostenerle materialmente. Canberra segnala che i minori rappresentano ormai quasi un quarto dei casi legati al terrorismo; un reato specifico punirà gli adulti che tentano di radicalizzare i bambini.
Per i responsabili della mobilità internazionale, l’immediata conseguenza è un aumento significativo del rischio di non conformità ai requisiti di visto per i lavoratori temporanei e i viaggiatori d’affari con profili social visibili. Le aziende dovrebbero rivedere le politiche sui social media dei dipendenti e informare i viaggiatori sulle ampie definizioni di discorso d’odio in Australia. Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che il criterio del “fondato sospetto” conferisce al Ministro ampia discrezionalità e che le decisioni non sono soggette a revisione di merito.
Il Governo intende presentare il disegno di legge nelle prime sedute parlamentari del 2026 e ha annunciato consultazioni bipartisan. Le imprese con personale internazionale hanno tempo fino ad allora per presentare osservazioni, ma i funzionari sottolineano che le direttive ministeriali per ampliare i poteri di revoca possono essere emesse quasi immediatamente in base alla legislazione vigente.
Secondo le bozze di modifica alla Migration Act, un visto può essere revocato se il Ministro “ha fondati motivi di sospetto” che un non cittadino abbia promosso violenza contro un gruppo protetto, mostrato simboli d’odio o associato con organizzazioni estremiste o terroristiche elencate. I funzionari hanno confermato che saranno considerati anche i contenuti pubblicati online, inclusi quelli su server esteri, se accessibili dall’Australia. Gli agenti di frontiera potranno inoltre sequestrare e distruggere oggetti con simboli d’odio, grazie alle modifiche alla Customs Act.
Le riforme si affiancano a un nuovo reato aggravato di discorso d’odio, con pene fino a sette anni di carcere, a misure più severe sul controllo delle armi e a un sistema di “inserimento in lista” delle organizzazioni estremiste, che rende reato aderirvi, reclutare o sostenerle materialmente. Canberra segnala che i minori rappresentano ormai quasi un quarto dei casi legati al terrorismo; un reato specifico punirà gli adulti che tentano di radicalizzare i bambini.
Per i responsabili della mobilità internazionale, l’immediata conseguenza è un aumento significativo del rischio di non conformità ai requisiti di visto per i lavoratori temporanei e i viaggiatori d’affari con profili social visibili. Le aziende dovrebbero rivedere le politiche sui social media dei dipendenti e informare i viaggiatori sulle ampie definizioni di discorso d’odio in Australia. Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che il criterio del “fondato sospetto” conferisce al Ministro ampia discrezionalità e che le decisioni non sono soggette a revisione di merito.
Il Governo intende presentare il disegno di legge nelle prime sedute parlamentari del 2026 e ha annunciato consultazioni bipartisan. Le imprese con personale internazionale hanno tempo fino ad allora per presentare osservazioni, ma i funzionari sottolineano che le direttive ministeriali per ampliare i poteri di revoca possono essere emesse quasi immediatamente in base alla legislazione vigente.