
La rete intrastatale di Qantas è stata sconvolta il 21 dicembre 2025, quando un gruppo di piloti fly-in-fly-out (FIFO) impiegati tramite Network Aviation ha avviato uno sciopero protetto per questioni salariali e di turnazione. Lo sciopero di 24 ore ha costretto la compagnia a cancellare 29 voli di andata e ritorno tra Perth e i centri minerari di Newman, Paraburdoo e Kalgoorlie, lasciando circa 500 lavoratori e turisti bloccati all’ultimo momento.
Le aziende minerarie si sono affrettate a noleggiare aerei per garantire che le squadre di manutenzione critica raggiungessero i siti remoti in tempo per la chiusura natalizia, mentre l’aeroporto di Perth ha messo a disposizione personale aggiuntivo per assistere i passeggeri coinvolti nella riprenotazione.
Le trattative tra la Federazione Australiana dei Piloti (AFAP) e Qantas si trascinano da oltre un anno. Il sindacato denuncia che i comandanti di Network Aviation guadagnano fino al 40% in meno rispetto ai piloti Qantas della linea principale che volano su aerei di dimensioni simili, e che i turni proposti non prevedono pause sufficienti per il recupero dalla fatica nei lunghi voli regionali. Qantas replica che la sua offerta include già aumenti salariali base del 17% in quattro anni più bonus legati alla produttività.
Dal punto di vista della mobilità globale, lo sciopero mette in luce la vulnerabilità del collegamento aereo nel settore delle risorse australiano. Oltre 65.000 lavoratori FIFO dipendono ogni mese dai voli regolari da Perth; la cancellazione di questi voli mette immediatamente a rischio la produzione mineraria e i programmi dei progetti. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero quindi rivedere le clausole di forza maggiore nei contratti di servizio, mantenere accordi stabili con operatori charter e assicurarsi che le polizze di viaggio coprano ritardi causati da azioni sindacali.
L’episodio solleva inoltre interrogativi più ampi sulla carenza imminente di piloti in Australia. Con la domanda di viaggi tornata ai livelli pre-pandemici grazie alla riapertura delle frontiere, i vettori regionali affrontano una forte concorrenza per il personale di volo, soprattutto per chi è disposto a vivere a Perth ma passare le notti nei campi remoti. Gli analisti del settore avvertono che, se non si risolveranno i problemi di offerta di lavoro con percorsi accelerati per l’immigrazione qualificata o incentivi alla formazione interna, simili disagi potrebbero diventare più frequenti nel 2026 e oltre.
Qantas spera che i colloqui previsti per inizio gennaio evitino ulteriori scioperi, ma i dirigenti AFAP avvertono che gli scioperi a intermittenza restano “molto probabili” se non si raggiungerà un accordo. I viaggiatori diretti nelle zone remote dell’Australia occidentale durante le vacanze estive sono quindi invitati a prenotare tariffe flessibili, prevedere ampi margini per le coincidenze e seguire attentamente gli avvisi di viaggio di Qantas.
Le aziende minerarie si sono affrettate a noleggiare aerei per garantire che le squadre di manutenzione critica raggiungessero i siti remoti in tempo per la chiusura natalizia, mentre l’aeroporto di Perth ha messo a disposizione personale aggiuntivo per assistere i passeggeri coinvolti nella riprenotazione.
Le trattative tra la Federazione Australiana dei Piloti (AFAP) e Qantas si trascinano da oltre un anno. Il sindacato denuncia che i comandanti di Network Aviation guadagnano fino al 40% in meno rispetto ai piloti Qantas della linea principale che volano su aerei di dimensioni simili, e che i turni proposti non prevedono pause sufficienti per il recupero dalla fatica nei lunghi voli regionali. Qantas replica che la sua offerta include già aumenti salariali base del 17% in quattro anni più bonus legati alla produttività.
Dal punto di vista della mobilità globale, lo sciopero mette in luce la vulnerabilità del collegamento aereo nel settore delle risorse australiano. Oltre 65.000 lavoratori FIFO dipendono ogni mese dai voli regolari da Perth; la cancellazione di questi voli mette immediatamente a rischio la produzione mineraria e i programmi dei progetti. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero quindi rivedere le clausole di forza maggiore nei contratti di servizio, mantenere accordi stabili con operatori charter e assicurarsi che le polizze di viaggio coprano ritardi causati da azioni sindacali.
L’episodio solleva inoltre interrogativi più ampi sulla carenza imminente di piloti in Australia. Con la domanda di viaggi tornata ai livelli pre-pandemici grazie alla riapertura delle frontiere, i vettori regionali affrontano una forte concorrenza per il personale di volo, soprattutto per chi è disposto a vivere a Perth ma passare le notti nei campi remoti. Gli analisti del settore avvertono che, se non si risolveranno i problemi di offerta di lavoro con percorsi accelerati per l’immigrazione qualificata o incentivi alla formazione interna, simili disagi potrebbero diventare più frequenti nel 2026 e oltre.
Qantas spera che i colloqui previsti per inizio gennaio evitino ulteriori scioperi, ma i dirigenti AFAP avvertono che gli scioperi a intermittenza restano “molto probabili” se non si raggiungerà un accordo. I viaggiatori diretti nelle zone remote dell’Australia occidentale durante le vacanze estive sono quindi invitati a prenotare tariffe flessibili, prevedere ampi margini per le coincidenze e seguire attentamente gli avvisi di viaggio di Qantas.
Fonte: The West Australian