
Gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato l’intenzione di trasformare il loro attuale visto di visita per incarichi lavorativi—noto come Mission Visa— in un permesso molto più flessibile, valido due anni e con ingressi multipli.
Secondo la bozza di regolamento, i lavoratori assegnati potranno entrare e uscire dal paese tutte le volte necessarie per il progetto, soggiornando fino a 60 giorni per ogni viaggio, con un limite complessivo di 180 giorni in un periodo di 12 mesi. È previsto un controllo medico obbligatorio entro 15 giorni dal primo ingresso, e la validità del visto sarà collegata elettronicamente al passaporto del lavoratore, per garantire ingressi senza intoppi ai varchi elettronici.
Attualmente, la maggior parte dei Mission Visa è a ingresso singolo e limitata a 90 giorni, costringendo le aziende a far ruotare il personale con una serie di visti consecutivi o a convertirli in permessi di residenza completa, anche quando la durata del progetto non giustifica un permesso a lungo termine. Gli esperti di immigrazione sottolineano che le nuove regole colmeranno questa lacuna, offrendo ai datori di lavoro una soluzione legale intermedia per consulenti, revisori, squadre di allestimento e altri specialisti che devono spostarsi frequentemente dentro e fuori dagli Emirati Arabi Uniti per periodi prolungati.
Per i responsabili della mobilità globale, la novità promette risparmi evidenti: il rinnovo sarà richiesto solo ogni 24 mesi, il visto potrà essere riutilizzato per più progetti e i lavoratori non dovranno più consegnare il passaporto per la cancellazione ogni volta che lasciano il paese. Il Ministero delle Risorse Umane e dell’Emirazione prevede di pubblicare le linee guida attuative all’inizio del primo trimestre 2026, includendo le professioni ammesse, gli obblighi degli sponsor e le tariffe. Fino ad allora, le aziende dovranno continuare a richiedere i Mission Visa a ingresso singolo, ma pianificare budget e tempistiche degli incarichi in vista del probabile passaggio previsto nella prima metà del nuovo anno.
Secondo la bozza di regolamento, i lavoratori assegnati potranno entrare e uscire dal paese tutte le volte necessarie per il progetto, soggiornando fino a 60 giorni per ogni viaggio, con un limite complessivo di 180 giorni in un periodo di 12 mesi. È previsto un controllo medico obbligatorio entro 15 giorni dal primo ingresso, e la validità del visto sarà collegata elettronicamente al passaporto del lavoratore, per garantire ingressi senza intoppi ai varchi elettronici.
Attualmente, la maggior parte dei Mission Visa è a ingresso singolo e limitata a 90 giorni, costringendo le aziende a far ruotare il personale con una serie di visti consecutivi o a convertirli in permessi di residenza completa, anche quando la durata del progetto non giustifica un permesso a lungo termine. Gli esperti di immigrazione sottolineano che le nuove regole colmeranno questa lacuna, offrendo ai datori di lavoro una soluzione legale intermedia per consulenti, revisori, squadre di allestimento e altri specialisti che devono spostarsi frequentemente dentro e fuori dagli Emirati Arabi Uniti per periodi prolungati.
Per i responsabili della mobilità globale, la novità promette risparmi evidenti: il rinnovo sarà richiesto solo ogni 24 mesi, il visto potrà essere riutilizzato per più progetti e i lavoratori non dovranno più consegnare il passaporto per la cancellazione ogni volta che lasciano il paese. Il Ministero delle Risorse Umane e dell’Emirazione prevede di pubblicare le linee guida attuative all’inizio del primo trimestre 2026, includendo le professioni ammesse, gli obblighi degli sponsor e le tariffe. Fino ad allora, le aziende dovranno continuare a richiedere i Mission Visa a ingresso singolo, ma pianificare budget e tempistiche degli incarichi in vista del probabile passaggio previsto nella prima metà del nuovo anno.
Fonte: The Economic Times
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