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Le Isole Canarie inserite nella lista britannica delle “zone vietate ai viaggi” per il 2026, con conseguenti modifiche agli incentivi invernali

gen 4, 2026
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Le Isole Canarie inserite nella lista britannica delle “zone vietate ai viaggi” per il 2026, con conseguenti modifiche agli incentivi invernali
Travel And Tour World riporta che le Isole Canarie – da sempre una meta preferita per gli incentivi invernali al sole per i britannici – sono state **inserite nella lista “no-travel” per il 2026 annunciata dal governo del Regno Unito**. Pur essendo un consiglio e non una legge, molti enti pubblici e aziende FTSE 100 seguono questa lista per approvare i viaggi aziendali. L’aeroporto di Bristol, che gestisce un alto volume di voli per Tenerife e Lanzarote, sta già ricevendo richieste di riprogrammazione.

La decisione, pubblicata il 3 gennaio 2026, cita “recenti regolamentazioni governative e preoccupazioni per la sicurezza” senza specificare se la causa sia instabilità geopolitica, limiti ambientali o pressione sui servizi sanitari. Gli addetti ai lavori sottolineano che nel 2025 le Canarie hanno affrontato periodi di scarsità d’acqua e evacuazioni per incendi, fattori che potrebbero aver influenzato la valutazione del rischio.

Le Isole Canarie inserite nella lista britannica delle “zone vietate ai viaggi” per il 2026, con conseguenti modifiche agli incentivi invernali


Per i responsabili della mobilità aziendale, la priorità immediata è verificare i viaggi di lavoro, conferenze e viaggi premio prenotati per il primo e secondo trimestre sull’arcipelago. Le penali di riprenotazione, la differenza tariffaria e le caparre perse potrebbero superare il 30% del budget iniziale se le modifiche avverranno dopo la definizione dei programmi estivi da parte delle compagnie aeree, prevista per metà gennaio.

Destinazioni alternative nell’UE con climi simili – Madeira, le Isole Baleari e alcune zone della Spagna meridionale continentale – restano escluse dalle restrizioni e all’interno dell’area Schengen. Tuttavia, è importante ricordare che i lavoratori britannici dovranno considerare i limiti post-Brexit di 90 giorni su 180 nell’area Schengen e, da ottobre 2026, l’autorizzazione di viaggio ETIAS dell’UE.

I tour operator temono che l’inserimento di una destinazione europea di rilievo preannunci un approccio più dinamico e basato sui dati alla lista no-travel. In tal caso, i team di procurement aziendale dovranno dare priorità a tariffe flessibili e clausole di cancellazione più favorevoli per tutti i viaggi incentive.
Fonte: Travel And Tour World

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