
L’aeroporto di Berlino Brandeburgo (BER) ha attivato una nuova generazione di chioschi automatizzati che permettono ai cittadini di paesi terzi di preregistrare i dati del passaporto, le impronte digitali e un’immagine del volto prima di arrivare all’ufficiale di frontiera. Il lancio, entrato in fase operativa il 4 gennaio 2026, rappresenta l’implementazione più avanzata in Germania del Sistema Europeo di Entrata/Uscita (EES).
L’EES, in vigore in tutta l’UE da ottobre 2025, sostituisce i timbri sul passaporto con un database centrale che registra ogni ingresso e uscita, calcolando automaticamente il periodo residuo di permanenza nell’area Schengen. Una volta pienamente operativo, segnalerà in tempo reale chi supera i limiti di soggiorno e fornirà analisi alle forze dell’ordine. All’aeroporto BER il processo dura ora “meno di due minuti”, grazie a 60 chioschi touch-screen disposti nel terminal arrivi.
Per i responsabili della mobilità internazionale questa tecnologia è cruciale perché cambia le regole della conformità. I lavoratori temporanei che superano la regola dei 90/180 giorni lasceranno una traccia elettronica permanente, riducendo la possibilità di “resettare” il conteggio con viaggi fuori dall’area Schengen. Le aziende dovrebbero quindi rafforzare gli strumenti di monitoraggio dei viaggi e informare i viaggiatori frequenti, inclusi i dipendenti basati nel Regno Unito che hanno perso i privilegi di cittadini UE dopo la Brexit.
Le sigle sindacali della polizia di frontiera accolgono con favore i chioschi, ma avvertono di possibili problemi iniziali. I bambini sotto i 12 anni, i viaggiatori senza passaporti biometrici e i passeggeri con documenti usurati sono ancora indirizzati ai controlli manuali, e i tempi di attesa potrebbero aumentare durante il periodo pasquale. La diffusione a livello nazionale è prevista per il 10 aprile 2026, con l’aeroporto di Monaco che seguirà in primavera.
In pratica, i datori di lavoro dovrebbero consigliare ai visitatori non UE di prevedere tempi extra all’arrivo, assicurarsi che i passaporti siano leggibili dalle macchine e prepararsi a mostrare documenti di supporto, come lettere di invito, se richiesti dagli agenti al banco presidiato.
L’EES, in vigore in tutta l’UE da ottobre 2025, sostituisce i timbri sul passaporto con un database centrale che registra ogni ingresso e uscita, calcolando automaticamente il periodo residuo di permanenza nell’area Schengen. Una volta pienamente operativo, segnalerà in tempo reale chi supera i limiti di soggiorno e fornirà analisi alle forze dell’ordine. All’aeroporto BER il processo dura ora “meno di due minuti”, grazie a 60 chioschi touch-screen disposti nel terminal arrivi.
Per i responsabili della mobilità internazionale questa tecnologia è cruciale perché cambia le regole della conformità. I lavoratori temporanei che superano la regola dei 90/180 giorni lasceranno una traccia elettronica permanente, riducendo la possibilità di “resettare” il conteggio con viaggi fuori dall’area Schengen. Le aziende dovrebbero quindi rafforzare gli strumenti di monitoraggio dei viaggi e informare i viaggiatori frequenti, inclusi i dipendenti basati nel Regno Unito che hanno perso i privilegi di cittadini UE dopo la Brexit.
Le sigle sindacali della polizia di frontiera accolgono con favore i chioschi, ma avvertono di possibili problemi iniziali. I bambini sotto i 12 anni, i viaggiatori senza passaporti biometrici e i passeggeri con documenti usurati sono ancora indirizzati ai controlli manuali, e i tempi di attesa potrebbero aumentare durante il periodo pasquale. La diffusione a livello nazionale è prevista per il 10 aprile 2026, con l’aeroporto di Monaco che seguirà in primavera.
In pratica, i datori di lavoro dovrebbero consigliare ai visitatori non UE di prevedere tempi extra all’arrivo, assicurarsi che i passaporti siano leggibili dalle macchine e prepararsi a mostrare documenti di supporto, come lettere di invito, se richiesti dagli agenti al banco presidiato.
Fonte: VisaHQ