
La Guardia di Frontiera polacca ha pubblicato un raro rapporto intermedio sui controlli temporanei reintrodotti lungo il confine occidentale con la Germania nel luglio 2025. I dati, diffusi il 7 gennaio 2026, mostrano che gli agenti—supportati da Polizia, truppe della Difesa Territoriale e Polizia Militare—hanno controllato oltre 558.000 viaggiatori e 261.000 veicoli solo nelle regioni di Lubuskie e Bassa Slesia. Durante questo periodo, è stato negato l’ingresso a 352 cittadini stranieri, principalmente per mancanza di documenti di viaggio validi, e sono state fermate 165 persone accusate di tentato ingresso illegale in Germania.
I controlli sono stati reintrodotti dopo che Berlino ha intensificato le verifiche sul proprio lato del confine, in un contesto di preoccupazioni per i movimenti secondari di richiedenti asilo che utilizzano la Polonia come via di transito. Varsavia ha notificato alla Commissione Europea la deroga alle regole di libera circolazione di Schengen, citando “minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza interna.” Sebbene molti partner UE abbiano inizialmente criticato la misura, le autorità polacche sostengono che i dati semestrali dimostrano la necessità di controlli mirati e di una cooperazione regionale.
Le aziende che operano catene di approvvigionamento transfrontaliere segnalano ritardi minimi nel trasporto merci, poiché le ispezioni si concentrano su auto e minibus passeggeri, non sui camion commerciali. I viaggiatori d’affari, tuttavia, possono incorrere in controlli a campione, rendendo essenziale portare sempre con sé il passaporto, anche per viaggi di routine nell’area Schengen. La maggior parte dei rifiuti di ingresso ha riguardato cittadini di Ucraina, Turchia, Russia e Siria, evidenziando la pressione continua dei flussi migratori misti nell’Europa centrale.
L’impatto sociale si avverte soprattutto nelle città di confine come Słubice e Zgorzelec, dove i pendolari giornalieri devono ora prevedere tempi supplementari nei loro spostamenti. Le camere di commercio locali segnalano un calo del 4% nelle vendite al dettaglio nella seconda metà del 2025, a causa della riluttanza degli acquirenti tedeschi ad affrontare le code al ritorno.
Le autorità governative non hanno ancora comunicato se i controlli saranno prorogati oltre il mandato attuale, che scade legalmente all’inizio di aprile 2026. I responsabili della mobilità con dipendenti che transitano via terra o ferrovia tra Polonia e Germania dovrebbero monitorare gli aggiornamenti e ricordare ai lavoratori di portare con sé documenti d’identità e, se necessario, permessi di soggiorno validi.
I controlli sono stati reintrodotti dopo che Berlino ha intensificato le verifiche sul proprio lato del confine, in un contesto di preoccupazioni per i movimenti secondari di richiedenti asilo che utilizzano la Polonia come via di transito. Varsavia ha notificato alla Commissione Europea la deroga alle regole di libera circolazione di Schengen, citando “minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza interna.” Sebbene molti partner UE abbiano inizialmente criticato la misura, le autorità polacche sostengono che i dati semestrali dimostrano la necessità di controlli mirati e di una cooperazione regionale.
Le aziende che operano catene di approvvigionamento transfrontaliere segnalano ritardi minimi nel trasporto merci, poiché le ispezioni si concentrano su auto e minibus passeggeri, non sui camion commerciali. I viaggiatori d’affari, tuttavia, possono incorrere in controlli a campione, rendendo essenziale portare sempre con sé il passaporto, anche per viaggi di routine nell’area Schengen. La maggior parte dei rifiuti di ingresso ha riguardato cittadini di Ucraina, Turchia, Russia e Siria, evidenziando la pressione continua dei flussi migratori misti nell’Europa centrale.
L’impatto sociale si avverte soprattutto nelle città di confine come Słubice e Zgorzelec, dove i pendolari giornalieri devono ora prevedere tempi supplementari nei loro spostamenti. Le camere di commercio locali segnalano un calo del 4% nelle vendite al dettaglio nella seconda metà del 2025, a causa della riluttanza degli acquirenti tedeschi ad affrontare le code al ritorno.
Le autorità governative non hanno ancora comunicato se i controlli saranno prorogati oltre il mandato attuale, che scade legalmente all’inizio di aprile 2026. I responsabili della mobilità con dipendenti che transitano via terra o ferrovia tra Polonia e Germania dovrebbero monitorare gli aggiornamenti e ricordare ai lavoratori di portare con sé documenti d’identità e, se necessario, permessi di soggiorno validi.
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