
La Policía Nacional spagnola ha effettuato il più grande sequestro di cocaina nella storia del paese, intercettando quasi dieci tonnellate di droga nascoste sotto un carico di sale a 535 km a sud-ovest delle Isole Canarie. I dettagli dell’“Operazione Marea Bianca” sono stati resi noti il 12 gennaio 2026, dopo che la nave mercantile, rimorchiata a Santa Cruz de Tenerife, è stata perquisita e 13 membri dell’equipaggio arrestati.
L’operazione transatlantica, coordinata con la polizia federale brasiliana, la Drug Enforcement Administration statunitense, la National Crime Agency britannica e le controparti francesi e portoghesi, conferma il ruolo della Spagna come porta d’ingresso per i narcotici sudamericani in Europa. Negli ultimi due anni, i sequestri di cocaina nei porti spagnoli sono aumentati del 22%, spingendo le autorità a rafforzare la sorveglianza marittima e i protocolli di controllo dei carichi.
Per i responsabili della mobilità globale e della catena di approvvigionamento, l’operazione rappresenta un monito sulle verifiche di sicurezza più stringenti che possono influire sul trasporto commerciale e sui traghetti passeggeri nell’arcipelago. Gli spedizionieri doganali segnalano ispezioni più frequenti dei container in transito da Las Palmas e Algeciras, con possibili ritardi nelle procedure di sdoganamento per le spedizioni di beni personali legate a trasferimenti aziendali.
Le Isole Canarie sono anche un punto chiave per le rotte migratorie miste provenienti dall’Africa occidentale. Fonti delle forze dell’ordine riferiscono che i cartelli del traffico di droga si appoggiano sempre più alle reti di contrabbando di migranti, complicando la duplice missione della Spagna di soccorso umanitario e contrasto al narcotraffico. I consulenti per la gestione dei rischi di mobilità raccomandano alle aziende con dipendenti nelle isole di aggiornare i briefing sulla sicurezza dei viaggi e di considerare possibili ritardi portuali nella pianificazione logistica dei progetti.
Il Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha definito il sequestro una prova dell’“eccellenza operativa” della Spagna nella lotta alla criminalità organizzata, ma ha avvertito che i trafficanti stanno cambiando tattiche, nascondendo la droga in pesce congelato o in carichi liquidi sfusi. Il ministero prevede di schierare entro metà 2026 due ulteriori navi pattuglia dotate di droni e radar con intelligenza artificiale, misure che potrebbero ulteriormente stringere i controlli alle frontiere per tutte le imbarcazioni in arrivo nei porti spagnoli.
L’operazione transatlantica, coordinata con la polizia federale brasiliana, la Drug Enforcement Administration statunitense, la National Crime Agency britannica e le controparti francesi e portoghesi, conferma il ruolo della Spagna come porta d’ingresso per i narcotici sudamericani in Europa. Negli ultimi due anni, i sequestri di cocaina nei porti spagnoli sono aumentati del 22%, spingendo le autorità a rafforzare la sorveglianza marittima e i protocolli di controllo dei carichi.
Per i responsabili della mobilità globale e della catena di approvvigionamento, l’operazione rappresenta un monito sulle verifiche di sicurezza più stringenti che possono influire sul trasporto commerciale e sui traghetti passeggeri nell’arcipelago. Gli spedizionieri doganali segnalano ispezioni più frequenti dei container in transito da Las Palmas e Algeciras, con possibili ritardi nelle procedure di sdoganamento per le spedizioni di beni personali legate a trasferimenti aziendali.
Le Isole Canarie sono anche un punto chiave per le rotte migratorie miste provenienti dall’Africa occidentale. Fonti delle forze dell’ordine riferiscono che i cartelli del traffico di droga si appoggiano sempre più alle reti di contrabbando di migranti, complicando la duplice missione della Spagna di soccorso umanitario e contrasto al narcotraffico. I consulenti per la gestione dei rischi di mobilità raccomandano alle aziende con dipendenti nelle isole di aggiornare i briefing sulla sicurezza dei viaggi e di considerare possibili ritardi portuali nella pianificazione logistica dei progetti.
Il Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha definito il sequestro una prova dell’“eccellenza operativa” della Spagna nella lotta alla criminalità organizzata, ma ha avvertito che i trafficanti stanno cambiando tattiche, nascondendo la droga in pesce congelato o in carichi liquidi sfusi. Il ministero prevede di schierare entro metà 2026 due ulteriori navi pattuglia dotate di droni e radar con intelligenza artificiale, misure che potrebbero ulteriormente stringere i controlli alle frontiere per tutte le imbarcazioni in arrivo nei porti spagnoli.
Fonte: The Guardian
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