
Un’ondata di freddo artico ha paralizzato l’aeroporto di Kittilä nella Lapponia finlandese, costringendo alla cancellazione di tutti i voli tra il 18 e il 19 gennaio e lasciando bloccati circa 8.000 viaggiatori nella principale destinazione europea per il turismo invernale. Le temperature sono scese fino a –37 °C, rendendo inefficaci i liquidi antigelo a base di glicole e congelando le attrezzature di supporto a terra essenziali. Finavia, nota per la sua esperienza nelle operazioni invernali, ha ammesso che la gravità e la durata del gelo hanno superato ogni modello di emergenza previsto.
La chiusura arriva nel pieno della stagione dell’Aurora Boreale, colpendo duramente hotel locali, stazioni sciistiche e tour operator, che in questo periodo raggiungono tassi di occupazione superiori al 90%. L’Istituto Meteorologico Finlandese avverte che l’ondata di freddo potrebbe durare diversi giorni, aumentando il rischio di interruzioni anche negli aeroporti secondari di Ivalo e Rovaniemi.
Finavia sta trasferendo i passeggeri verso sud, a Oulu e Rovaniemi, non appena si liberano posti, ma la scarsa disponibilità di alloggi nella poco popolata Lapponia ha costretto alcuni turisti a rifugiarsi in palestre e centri sportivi. Le compagnie aeree stanno rinunciando alle penali per il cambio di prenotazione, ma i tour operator potrebbero dover affrontare richieste di risarcimento ai sensi del regolamento UE261 se i ritardi superano le tre ore una volta riprese le operazioni.
Per i pianificatori della mobilità, l’episodio evidenzia l’importanza di piani di continuità aziendale solidi legati alle condizioni meteorologiche, soprattutto quando si organizzano viaggi incentive o cambi turni in regioni artiche. I datori di lavoro con personale diretto a siti minerari o impianti di energie rinnovabili in Lapponia dovrebbero prevedere giorni di margine extra nei turni e garantire il rispetto delle dotazioni di emergenza (abbigliamento termico, comunicazioni satellitari). Finavia ha dichiarato che le operazioni torneranno alla normalità solo quando le temperature ambientali saliranno sopra i –30 °C, permettendo alle squadre di sghiacciamento di riprendere il lavoro in sicurezza.
La chiusura arriva nel pieno della stagione dell’Aurora Boreale, colpendo duramente hotel locali, stazioni sciistiche e tour operator, che in questo periodo raggiungono tassi di occupazione superiori al 90%. L’Istituto Meteorologico Finlandese avverte che l’ondata di freddo potrebbe durare diversi giorni, aumentando il rischio di interruzioni anche negli aeroporti secondari di Ivalo e Rovaniemi.
Finavia sta trasferendo i passeggeri verso sud, a Oulu e Rovaniemi, non appena si liberano posti, ma la scarsa disponibilità di alloggi nella poco popolata Lapponia ha costretto alcuni turisti a rifugiarsi in palestre e centri sportivi. Le compagnie aeree stanno rinunciando alle penali per il cambio di prenotazione, ma i tour operator potrebbero dover affrontare richieste di risarcimento ai sensi del regolamento UE261 se i ritardi superano le tre ore una volta riprese le operazioni.
Per i pianificatori della mobilità, l’episodio evidenzia l’importanza di piani di continuità aziendale solidi legati alle condizioni meteorologiche, soprattutto quando si organizzano viaggi incentive o cambi turni in regioni artiche. I datori di lavoro con personale diretto a siti minerari o impianti di energie rinnovabili in Lapponia dovrebbero prevedere giorni di margine extra nei turni e garantire il rispetto delle dotazioni di emergenza (abbigliamento termico, comunicazioni satellitari). Finavia ha dichiarato che le operazioni torneranno alla normalità solo quando le temperature ambientali saliranno sopra i –30 °C, permettendo alle squadre di sghiacciamento di riprendere il lavoro in sicurezza.
Fonte: Travel and Tour World