
Barcellona – Il Comune e la Generalitat hanno siglato questo fine settimana un accordo che aumenta progressivamente la tassa turistica catalana fino a 15 € a persona a notte per gli hotel a 5 stelle nella capitale, con incrementi più contenuti (fino a 7 €) nel resto del territorio. La misura, che entrerà in vigore il 1° aprile 2026, prevede anche la possibilità per il Comune di Barcellona di raddoppiare il suo sovrapprezzo municipale – da 4 € a 8 € – entro il 2029, portando così il costo totale per un ospite di lusso a 23 € al giorno.
Il pacchetto fiscale arriva dopo mesi di pressione da parte dei residenti per frenare la gentrificazione e finanziare abitazioni a prezzi accessibili. Secondo l’agenzia tributaria catalana, nel 2025 le entrate derivanti dall’Imposta sulle Soste negli Stabilimenti Turistici (IEET) hanno superato i 120 milioni di euro; con la nuova fascia, i ricavi potrebbero triplicare, destinando il 60% a politiche abitative e il 40% alla promozione di un turismo a basso impatto.
Per le aziende di mobilità internazionale, l’aumento modifica il costo degli spostamenti aziendali in città: una settimana di soggiorno per un dirigente e il suo accompagnatore in un hotel 5* passerà da 98 € a 210 € di tasse. I travel manager stanno già valutando di spostare convention a Madrid o Lisbona, mentre le catene alberghiere negoziano con gli organizzatori di fiere tecnologiche – come il MWC – formule di sconto.
Barcellona non è sola. Un rapporto diffuso contemporaneamente dall’agenzia EFE rivela che le Baleari prevedono di aumentare la loro ecotassa fino a 15 € nel 2028 e che Venezia introdurrà da aprile un ticket d’ingresso da 10 €. Spagna, Italia e Grecia convergono così verso un modello di “pricing” per disincentivare il turismo di massa, che potrebbe estendersi a Porto, Dubrovnik o la Costa Azzurra. Per espatriati e nomadi digitali la novità rappresenta una voce fissa nel budget annuale, mentre i locatori di case turistiche temono un calo della domanda per soggiorni brevi.
A breve termine, le multinazionali con personale trasferito per progetti di opere civili o consulenza in Catalogna dovranno aggiornare immediatamente le loro politiche di spesa e le diarie per evitare discrepanze fiscali e conflitti lavorativi. Le società di relocation consigliano inoltre di rinegoziare i contratti di affitto temporaneo per includere la tassa nel canone e ottenere fatture dettagliate che facilitino la detrazione dell’IVA in Spagna.
Il pacchetto fiscale arriva dopo mesi di pressione da parte dei residenti per frenare la gentrificazione e finanziare abitazioni a prezzi accessibili. Secondo l’agenzia tributaria catalana, nel 2025 le entrate derivanti dall’Imposta sulle Soste negli Stabilimenti Turistici (IEET) hanno superato i 120 milioni di euro; con la nuova fascia, i ricavi potrebbero triplicare, destinando il 60% a politiche abitative e il 40% alla promozione di un turismo a basso impatto.
Per le aziende di mobilità internazionale, l’aumento modifica il costo degli spostamenti aziendali in città: una settimana di soggiorno per un dirigente e il suo accompagnatore in un hotel 5* passerà da 98 € a 210 € di tasse. I travel manager stanno già valutando di spostare convention a Madrid o Lisbona, mentre le catene alberghiere negoziano con gli organizzatori di fiere tecnologiche – come il MWC – formule di sconto.
Barcellona non è sola. Un rapporto diffuso contemporaneamente dall’agenzia EFE rivela che le Baleari prevedono di aumentare la loro ecotassa fino a 15 € nel 2028 e che Venezia introdurrà da aprile un ticket d’ingresso da 10 €. Spagna, Italia e Grecia convergono così verso un modello di “pricing” per disincentivare il turismo di massa, che potrebbe estendersi a Porto, Dubrovnik o la Costa Azzurra. Per espatriati e nomadi digitali la novità rappresenta una voce fissa nel budget annuale, mentre i locatori di case turistiche temono un calo della domanda per soggiorni brevi.
A breve termine, le multinazionali con personale trasferito per progetti di opere civili o consulenza in Catalogna dovranno aggiornare immediatamente le loro politiche di spesa e le diarie per evitare discrepanze fiscali e conflitti lavorativi. Le società di relocation consigliano inoltre di rinegoziare i contratti di affitto temporaneo per includere la tassa nel canone e ottenere fatture dettagliate che facilitino la detrazione dell’IVA in Spagna.
Fonte: Investing.com / EFE
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