
Washington / Madrid – La tempesta ‘Fern’ avanza lungo la costa est degli Stati Uniti con nevicate fino a 60 cm e venti gelidi, costringendo le compagnie aeree a cancellare oltre 15.000 voli tra sabato 24 e domenica 25 gennaio. American Airlines ha annullato 1.400 voli, Delta e Southwest circa 1.000 ciascuna, e United altre 800. I principali hub di Dallas-Fort Worth, Charlotte e New York/JFK sono i più colpiti dalle chiusure.
Per i passeggeri spagnoli l’impatto è diretto: Iberia e Air Europa convogliano gran parte del traffico Madrid–USA tramite accordi di code-sharing con American e Delta, rispettivamente. Fonti di IAG confermano che le rotte dirette Madrid–JFK e Madrid–Miami opereranno “in base alle condizioni ATC”, ma avvertono della saturazione del controllo aereo statunitense e di possibili ritardi a Barajas nelle ore serali.
Le agenzie di viaggi corporate consigliano di deviare i voli critici via Città del Messico, Bogotá o Santo Domingo, dove il meteo è stabile e la presenza delle alleanze SkyTeam e oneworld consente di riorientare i manager. Le catene alberghiere di New York hanno allentato le politiche di no-show per gli ospiti provenienti dall’UE, mentre gli uffici spagnoli dell’ICE e della stampa negli USA hanno attivato contatti di emergenza per gli espatriati bloccati.
Il consolato spagnolo a Washington ha emesso un’allerta invitando a registrare gli itinerari sul portale viaggiatori del MAEC e a conservare le ricevute per eventuali reclami alle compagnie aeree statunitensi, la cui normativa DOT impone il rimborso completo in caso di cancellazione.
Gli esperti di assicurazioni viaggio sottolineano che le polizze “business elite” coprono spese fino a 1.000 € al giorno per incidenti meteorologici, ma richiedono certificati di cancellazione. Le società di mobilità globale raccomandano di verificare le scadenze di rinnovo ESTA e, per i nomadi digitali, di prorogare l’ingresso negli USA per non superare i 90 giorni del visto Schengen-reverse qualora il volo alternativo subisca ritardi.
Per i passeggeri spagnoli l’impatto è diretto: Iberia e Air Europa convogliano gran parte del traffico Madrid–USA tramite accordi di code-sharing con American e Delta, rispettivamente. Fonti di IAG confermano che le rotte dirette Madrid–JFK e Madrid–Miami opereranno “in base alle condizioni ATC”, ma avvertono della saturazione del controllo aereo statunitense e di possibili ritardi a Barajas nelle ore serali.
Le agenzie di viaggi corporate consigliano di deviare i voli critici via Città del Messico, Bogotá o Santo Domingo, dove il meteo è stabile e la presenza delle alleanze SkyTeam e oneworld consente di riorientare i manager. Le catene alberghiere di New York hanno allentato le politiche di no-show per gli ospiti provenienti dall’UE, mentre gli uffici spagnoli dell’ICE e della stampa negli USA hanno attivato contatti di emergenza per gli espatriati bloccati.
Il consolato spagnolo a Washington ha emesso un’allerta invitando a registrare gli itinerari sul portale viaggiatori del MAEC e a conservare le ricevute per eventuali reclami alle compagnie aeree statunitensi, la cui normativa DOT impone il rimborso completo in caso di cancellazione.
Gli esperti di assicurazioni viaggio sottolineano che le polizze “business elite” coprono spese fino a 1.000 € al giorno per incidenti meteorologici, ma richiedono certificati di cancellazione. Le società di mobilità globale raccomandano di verificare le scadenze di rinnovo ESTA e, per i nomadi digitali, di prorogare l’ingresso negli USA per non superare i 90 giorni del visto Schengen-reverse qualora il volo alternativo subisca ritardi.
Fonte: El País
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