
I media di viaggio nel Regno Unito sono in fermento dopo che la Cina ha segnalato l’imminente inserimento della Gran Bretagna nel suo programma unilaterale di esenzione dal visto per 30 giorni – un aggiornamento evidenziato in un articolo del 29 gennaio 2026 su The Times, che elenca le destinazioni senza visto aggiornate per i cittadini britannici. Sebbene Pechino non abbia ancora confermato una data di attuazione, la prospettiva di un ingresso senza visto per affari e turismo sta già influenzando i pianificatori di viaggi aziendali alle prese con itinerari serrati nell’area Asia-Pacifico.
L’articolo ricorda che i cittadini del Regno Unito attualmente godono di accesso senza visto in oltre 140 paesi, ma sottolinea la crescente diffusione di sistemi di autorizzazione elettronica (come l’ETA australiano, l’ESTA statunitense, l’eTA canadese) e l’imminente Sistema di Entrata/Uscita dell’UE. Il cambiamento previsto dalla Cina, insieme al suo programma esistente di transito senza visto fino a 240 ore, potrebbe riequilibrare il carico amministrativo per i dirigenti i cui viaggi multi-tappa richiedono già molteplici e-visti.
I team di mobilità aziendale dovrebbero però prestare attenzione ai dettagli. I precedenti esperimenti cinesi di esenzione dal visto hanno escluso attività giornalistiche e alcune attività tecniche; se si applicheranno clausole simili, ingegneri o formatori potrebbero dover continuare a richiedere visti business. Sarà inoltre fondamentale verificare che i passaporti britannici dei dipendenti abbiano una validità residua di almeno sei mesi – requisito rigoroso secondo le normative sull’immigrazione cinesi.
Il messaggio più ampio per i viaggiatori è di adottare un approccio dinamico alle formalità d’ingresso. Sebbene l’accesso senza visto riduca i costi iniziali, le compagnie aeree richiedono comunque dichiarazioni sanitarie anticipate per la Cina e altri paesi potrebbero richiedere ETA. I responsabili della mobilità devono mantenere aggiornate le matrici dei paesi e essere pronti a modificare i piani in caso di tensioni geopolitiche o cambiamenti nelle normative sanitarie.
L’articolo ricorda che i cittadini del Regno Unito attualmente godono di accesso senza visto in oltre 140 paesi, ma sottolinea la crescente diffusione di sistemi di autorizzazione elettronica (come l’ETA australiano, l’ESTA statunitense, l’eTA canadese) e l’imminente Sistema di Entrata/Uscita dell’UE. Il cambiamento previsto dalla Cina, insieme al suo programma esistente di transito senza visto fino a 240 ore, potrebbe riequilibrare il carico amministrativo per i dirigenti i cui viaggi multi-tappa richiedono già molteplici e-visti.
I team di mobilità aziendale dovrebbero però prestare attenzione ai dettagli. I precedenti esperimenti cinesi di esenzione dal visto hanno escluso attività giornalistiche e alcune attività tecniche; se si applicheranno clausole simili, ingegneri o formatori potrebbero dover continuare a richiedere visti business. Sarà inoltre fondamentale verificare che i passaporti britannici dei dipendenti abbiano una validità residua di almeno sei mesi – requisito rigoroso secondo le normative sull’immigrazione cinesi.
Il messaggio più ampio per i viaggiatori è di adottare un approccio dinamico alle formalità d’ingresso. Sebbene l’accesso senza visto riduca i costi iniziali, le compagnie aeree richiedono comunque dichiarazioni sanitarie anticipate per la Cina e altri paesi potrebbero richiedere ETA. I responsabili della mobilità devono mantenere aggiornate le matrici dei paesi e essere pronti a modificare i piani in caso di tensioni geopolitiche o cambiamenti nelle normative sanitarie.
Fonte: The Times (Travel section)
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