
Meno di tre settimane all’entrata in vigore della politica britannica “niente permesso, niente viaggio”, e il settore turistico avverte: hotel e attrazioni di Londra, Manchester ed Edimburgo si preparino a un calo netto delle prenotazioni last minute. Dal 25 febbraio, i cittadini di 85 Paesi finora esenti da visto dovranno avere un’Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) approvata in anticipo, altrimenti le compagnie aeree rischiano multe fino a 2.000 sterline per passeggero non conforme.
Nonostante siano già stati rilasciati oltre 13 milioni di permessi dall’avvio graduale nel 2023, la fine del periodo di tolleranza sposta il problema dal controllo alle frontiere al banco del check-in: le compagnie devono verificare l’ETA prima dell’imbarco. Gli operatori turistici sottolineano che questa regola favorisce i viaggi di gruppo organizzati e scoraggia le “fughe del weekend” prenotate all’ultimo momento, con possibili ripercussioni sui flussi turistici nelle principali città britanniche.
Il permesso digitale da 16 sterline è valido due anni, ma è legato al passaporto usato per la richiesta: chi rinnova il documento a metà ciclo dovrà ottenere un nuovo ETA. Cruise & Maritime, con partenze da Southampton, sta aggiornando termini e condizioni per rendere i passeggeri responsabili dei costi in caso di negato imbarco.
Le compagnie aeree stanno integrando le API UKVI in tempo reale nei sistemi di controllo partenze, ma persistono problemi tecnici. I responsabili dei viaggi d’affari consigliano di richiedere l’ETA almeno tre giorni lavorativi prima della partenza e di conservare le email di conferma offline, in caso di malfunzionamenti del Wi-Fi aeroportuale.
Le organizzazioni di promozione turistica vedono un vantaggio: i controlli di sicurezza pre-viaggio potrebbero velocizzare gli arrivi all’interno del Regno Unito, permettendo alla Border Force di spostare il personale verso i varchi manuali riservati ai viaggiatori senza ETA. Tuttavia, le piccole agenzie incoming temono che questo ulteriore passaggio burocratico possa indirizzare i visitatori verso concorrenti europei che ancora offrono l’ingresso senza visto.
Nonostante siano già stati rilasciati oltre 13 milioni di permessi dall’avvio graduale nel 2023, la fine del periodo di tolleranza sposta il problema dal controllo alle frontiere al banco del check-in: le compagnie devono verificare l’ETA prima dell’imbarco. Gli operatori turistici sottolineano che questa regola favorisce i viaggi di gruppo organizzati e scoraggia le “fughe del weekend” prenotate all’ultimo momento, con possibili ripercussioni sui flussi turistici nelle principali città britanniche.
Il permesso digitale da 16 sterline è valido due anni, ma è legato al passaporto usato per la richiesta: chi rinnova il documento a metà ciclo dovrà ottenere un nuovo ETA. Cruise & Maritime, con partenze da Southampton, sta aggiornando termini e condizioni per rendere i passeggeri responsabili dei costi in caso di negato imbarco.
Le compagnie aeree stanno integrando le API UKVI in tempo reale nei sistemi di controllo partenze, ma persistono problemi tecnici. I responsabili dei viaggi d’affari consigliano di richiedere l’ETA almeno tre giorni lavorativi prima della partenza e di conservare le email di conferma offline, in caso di malfunzionamenti del Wi-Fi aeroportuale.
Le organizzazioni di promozione turistica vedono un vantaggio: i controlli di sicurezza pre-viaggio potrebbero velocizzare gli arrivi all’interno del Regno Unito, permettendo alla Border Force di spostare il personale verso i varchi manuali riservati ai viaggiatori senza ETA. Tuttavia, le piccole agenzie incoming temono che questo ulteriore passaggio burocratico possa indirizzare i visitatori verso concorrenti europei che ancora offrono l’ingresso senza visto.
Fonte: Travel and Tour World
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