
Con lo stretto di Gibilterra sferzato dalla tempesta che blocca i voli di deportazione e i rimpatri volontari, il centro temporaneo per migranti di Ceuta (CETI) ha superato di gran lunga la sua capacità progettata di 512 posti letto, ospitando oltre 700 persone. Sabato il Ministero dell’Interno ha autorizzato un trasferimento d’emergenza di 61 richiedenti asilo – principalmente provenienti dall’Africa subsahariana e dal Marocco – verso strutture di accoglienza nella Spagna continentale, in Andalusia e Valencia, per alleviare la situazione in vista di ulteriori arrivi previsti una volta riprese le operazioni di salvataggio in mare.
Fonti della polizia spiegano che l’aumento recente è dovuto a due fattori: il miglioramento delle condizioni marine a fine gennaio che ha permesso numerosi sbarchi con piccole imbarcazioni, e un audace salto notturno della recinzione durante la tempesta “Leonardo”, quando decine di persone hanno scavalcato le due barriere alte sei metri. Il sovraffollamento ha costretto le autorità a montare tende nel campo da basket del centro, sollevando preoccupazioni igieniche e di sicurezza segnalate dal personale delle ONG.
Sebbene il decreto di gennaio del governo Sánchez per regolarizzare i migranti irregolari di lungo periodo prometta un sollievo a medio termine, i comuni di confine stanno affrontando difficoltà nell’immediato. La camera di commercio di Ceuta avverte che i servizi sociali sovraccarichi potrebbero scoraggiare gli investitori stranieri interessati a progetti logistici legati al corridoio dell’idrogeno MidCat finanziato dall’UE.
Da una prospettiva di mobilità globale, l’episodio evidenzia la dipendenza della Spagna da meccanismi rapidi di trasferimento interregionale per gestire picchi improvvisi di arrivi irregolari. I datori di lavoro con personale in missione a Ceuta sono stati invitati a portare sempre con sé la carta NIE o il passaporto, in seguito ai controlli d’identità rafforzati sulle partenze dei traghetti.
Il Ministero dell’Interno annuncia l’invio di ulteriori operatori per le procedure la prossima settimana e sottolinea che i trasferimenti sono volontari, ma le ONG sostengono che è necessario un aumento strutturale della capacità di accoglienza – non convogli di autobus occasionali – per garantire condizioni umane.
Fonti della polizia spiegano che l’aumento recente è dovuto a due fattori: il miglioramento delle condizioni marine a fine gennaio che ha permesso numerosi sbarchi con piccole imbarcazioni, e un audace salto notturno della recinzione durante la tempesta “Leonardo”, quando decine di persone hanno scavalcato le due barriere alte sei metri. Il sovraffollamento ha costretto le autorità a montare tende nel campo da basket del centro, sollevando preoccupazioni igieniche e di sicurezza segnalate dal personale delle ONG.
Sebbene il decreto di gennaio del governo Sánchez per regolarizzare i migranti irregolari di lungo periodo prometta un sollievo a medio termine, i comuni di confine stanno affrontando difficoltà nell’immediato. La camera di commercio di Ceuta avverte che i servizi sociali sovraccarichi potrebbero scoraggiare gli investitori stranieri interessati a progetti logistici legati al corridoio dell’idrogeno MidCat finanziato dall’UE.
Da una prospettiva di mobilità globale, l’episodio evidenzia la dipendenza della Spagna da meccanismi rapidi di trasferimento interregionale per gestire picchi improvvisi di arrivi irregolari. I datori di lavoro con personale in missione a Ceuta sono stati invitati a portare sempre con sé la carta NIE o il passaporto, in seguito ai controlli d’identità rafforzati sulle partenze dei traghetti.
Il Ministero dell’Interno annuncia l’invio di ulteriori operatori per le procedure la prossima settimana e sottolinea che i trasferimenti sono volontari, ma le ONG sostengono che è necessario un aumento strutturale della capacità di accoglienza – non convogli di autobus occasionali – per garantire condizioni umane.
Fonte: Agencia EFE via Infobae
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