
Gli aeroporti e le compagnie aeree spagnole lanciano l’allarme per l’imminente entrata a pieno regime del nuovo Sistema di Entrata-Uscita (EES) dell’Unione Europea. Dal 10 aprile, tutti i viaggiatori extra-UE – inclusi milioni di turisti britannici e statunitensi e dipendenti in trasferta aziendale – dovranno essere sottoposti a rilevamento delle impronte digitali, fotografia e registrazione al primo ingresso nello spazio Schengen. Sebbene il sistema sia in funzione in modalità “soft-launch” da ottobre, attualmente solo il 35% dei passeggeri viene processato. Anche a questo livello limitato, gli aeroporti di Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat segnalano code di due-tre ore nelle ore di punta, con alcuni passeggeri che perdono i voli di coincidenza.
Airports Council International (ACI) Europe stima che i tempi di controllo alle postazioni manuali aumentino del 70% con la raccolta biometrica, una cifra che si tradurrebbe in code di cinque ore quando il traffico estivo raddoppierà. La compagnia spagnola Iberia e il settore turistico EXCELTUR chiedono alla Commissione Europea di attivare clausole di emergenza che permettano alla polizia di frontiera di allentare o sospendere temporaneamente la raccolta biometrica quando infrastrutture o personale non sono sufficienti. I leader del settore chiedono inoltre a Bruxelles di finanziare l’assunzione di agenti aggiuntivi e al Ministero dell’Interno spagnolo di accelerare l’installazione di chioschi automatizzati.
La carenza di personale alle frontiere è un problema cronico. I sindacati di polizia spagnoli segnalano che il Paese ha ancora 1.200 agenti in meno al controllo passaporti rispetto al periodo pre-pandemia, nonostante il volume di passeggeri sia tornato al 103% dei livelli del 2019 nel 2025. Con le elezioni regionali di giugno, il governo è riluttante a reintrodurre gli straordinari, alimentando il timore che i banchi di assistenza subiscano le maggiori pressioni e la frustrazione dei viaggiatori.
Per i responsabili della mobilità aziendale la posta in gioco è alta. I ritardi al primo punto di ingresso nello spazio Schengen possono far perdere ai dipendenti le coincidenze nazionali, compromettere le date di avvio dei progetti e innescare costose escalation di responsabilità. Le aziende con frequenti viaggi in Spagna sono invitate a: 1) prevedere tempi di scalo più lunghi fino alla stabilizzazione dell’EES; 2) informare i dipendenti di avere i documenti pronti per una rapida scansione; 3) monitorare gli avvisi di emergenza specifici per aeroporto, che possono variare per giorno e turno.
A medio-lungo termine, il Ministero dell’Interno prevede di installare 450 ulteriori varchi elettronici a Barajas e El Prat entro dicembre e sta sperimentando un’app di preregistrazione mobile opzionale con EU-LISA. Tuttavia, gli operatori ammettono che queste misure arriveranno troppo tardi per il picco estivo. A meno che Bruxelles non conceda la flessibilità richiesta dagli aeroporti, il settore vitale del turismo e degli eventi in Spagna rischia un’altra stagione di danni reputazionali e perdite economiche.
Airports Council International (ACI) Europe stima che i tempi di controllo alle postazioni manuali aumentino del 70% con la raccolta biometrica, una cifra che si tradurrebbe in code di cinque ore quando il traffico estivo raddoppierà. La compagnia spagnola Iberia e il settore turistico EXCELTUR chiedono alla Commissione Europea di attivare clausole di emergenza che permettano alla polizia di frontiera di allentare o sospendere temporaneamente la raccolta biometrica quando infrastrutture o personale non sono sufficienti. I leader del settore chiedono inoltre a Bruxelles di finanziare l’assunzione di agenti aggiuntivi e al Ministero dell’Interno spagnolo di accelerare l’installazione di chioschi automatizzati.
La carenza di personale alle frontiere è un problema cronico. I sindacati di polizia spagnoli segnalano che il Paese ha ancora 1.200 agenti in meno al controllo passaporti rispetto al periodo pre-pandemia, nonostante il volume di passeggeri sia tornato al 103% dei livelli del 2019 nel 2025. Con le elezioni regionali di giugno, il governo è riluttante a reintrodurre gli straordinari, alimentando il timore che i banchi di assistenza subiscano le maggiori pressioni e la frustrazione dei viaggiatori.
Per i responsabili della mobilità aziendale la posta in gioco è alta. I ritardi al primo punto di ingresso nello spazio Schengen possono far perdere ai dipendenti le coincidenze nazionali, compromettere le date di avvio dei progetti e innescare costose escalation di responsabilità. Le aziende con frequenti viaggi in Spagna sono invitate a: 1) prevedere tempi di scalo più lunghi fino alla stabilizzazione dell’EES; 2) informare i dipendenti di avere i documenti pronti per una rapida scansione; 3) monitorare gli avvisi di emergenza specifici per aeroporto, che possono variare per giorno e turno.
A medio-lungo termine, il Ministero dell’Interno prevede di installare 450 ulteriori varchi elettronici a Barajas e El Prat entro dicembre e sta sperimentando un’app di preregistrazione mobile opzionale con EU-LISA. Tuttavia, gli operatori ammettono che queste misure arriveranno troppo tardi per il picco estivo. A meno che Bruxelles non conceda la flessibilità richiesta dagli aeroporti, il settore vitale del turismo e degli eventi in Spagna rischia un’altra stagione di danni reputazionali e perdite economiche.
Fonte: El HuffPost / The Guardian
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