
Il Ministero del Turismo indiano ha silenziosamente—ma con decisione—aggiunto nove nuove nazionalità al suo programma in rapida espansione di e-Visto Turistico (e-TV), portando il totale a 166 paesi a partire dall’8 febbraio 2026. La modifica, individuata per la prima volta in un aggiornamento sul sito del ministero e confermata dal portale di settore Travel Trade Today, estende l’idoneità ai visitatori provenienti da Kenya, Algeria, Fiji, Uruguay, Armenia e altri quattro stati.
Questa iniziativa fa parte di una ristrutturazione quinquennale dei servizi digitali che ha già favorito una netta ripresa degli arrivi turistici stranieri e dei viaggi MICE aziendali. I viaggiatori completano l’intera domanda online, pagano elettronicamente e di norma ricevono l’autorizzazione entro 72 ore. Per i responsabili della mobilità, il vantaggio principale è la coerenza: le regole dell’e-TV a doppio ingresso per 30 giorni sono identiche per tutte le 166 nazionalità, semplificando notevolmente i controlli di conformità pre-viaggio per team di progetto multi-paese.
Le aziende indiane di travel-tech prevedono di sfruttare questo mercato più ampio. Diverse piattaforme leader di facilitazione visti hanno dichiarato a Global Mobility News che integreranno la nuova lista di nazionalità nelle loro API già questa settimana, offrendo alle aziende la possibilità di verificare in tempo quasi reale l’idoneità direttamente negli strumenti di prenotazione e nelle app per le spese.
I tour operator prevedono un aumento a una cifra media bassa del traffico turistico in entrata nei prossimi 12 mesi, ma il vero obiettivo è il business travel. “La nostra pipeline di richieste da aziende africane e latinoamericane è raddoppiata da quando è trapelata la notizia sul visto,” ha dichiarato un dirigente DMC con sede a Mumbai, sottolineando l’interesse crescente verso l’India per visite a siti di produzione avanzata e outsourcing sanitario.
Per i team HR e di mobilità, i prossimi passi pratici includono l’aggiornamento dei manuali di policy per le assegnazioni, il rinnovo dei briefing sulle destinazioni e la verifica che i viaggiatori provenienti dai paesi appena inclusi richiedano l’e-TV anziché visti tradizionali più costosi. Le entità ospitanti indiane devono inoltre ricordare ai visitatori che il limite di 30 giorni non è prorogabile in loco e che le attività lavorative oltre le riunioni d’affari autorizzate richiedono un visto di lavoro.
Questa iniziativa fa parte di una ristrutturazione quinquennale dei servizi digitali che ha già favorito una netta ripresa degli arrivi turistici stranieri e dei viaggi MICE aziendali. I viaggiatori completano l’intera domanda online, pagano elettronicamente e di norma ricevono l’autorizzazione entro 72 ore. Per i responsabili della mobilità, il vantaggio principale è la coerenza: le regole dell’e-TV a doppio ingresso per 30 giorni sono identiche per tutte le 166 nazionalità, semplificando notevolmente i controlli di conformità pre-viaggio per team di progetto multi-paese.
Le aziende indiane di travel-tech prevedono di sfruttare questo mercato più ampio. Diverse piattaforme leader di facilitazione visti hanno dichiarato a Global Mobility News che integreranno la nuova lista di nazionalità nelle loro API già questa settimana, offrendo alle aziende la possibilità di verificare in tempo quasi reale l’idoneità direttamente negli strumenti di prenotazione e nelle app per le spese.
I tour operator prevedono un aumento a una cifra media bassa del traffico turistico in entrata nei prossimi 12 mesi, ma il vero obiettivo è il business travel. “La nostra pipeline di richieste da aziende africane e latinoamericane è raddoppiata da quando è trapelata la notizia sul visto,” ha dichiarato un dirigente DMC con sede a Mumbai, sottolineando l’interesse crescente verso l’India per visite a siti di produzione avanzata e outsourcing sanitario.
Per i team HR e di mobilità, i prossimi passi pratici includono l’aggiornamento dei manuali di policy per le assegnazioni, il rinnovo dei briefing sulle destinazioni e la verifica che i viaggiatori provenienti dai paesi appena inclusi richiedano l’e-TV anziché visti tradizionali più costosi. Le entità ospitanti indiane devono inoltre ricordare ai visitatori che il limite di 30 giorni non è prorogabile in loco e che le attività lavorative oltre le riunioni d’affari autorizzate richiedono un visto di lavoro.
Fonte: Travel Trade Today