
Parlando con Euronews il 16 febbraio 2026, il ministro della Difesa finlandese Antti Häkkänen ha dichiarato che la Russia sta rafforzando le sue risorse nucleari e altri asset strategici nella Penisola di Kola, oltre a costruire nuove strutture lungo i 1.340 chilometri di confine terrestre condiviso con la Finlandia. Le sue osservazioni arrivano mentre Helsinki mantiene chiusi tutti e otto i valichi di frontiera orientali, continuando a gestire le richieste di asilo esclusivamente tramite aeroporti e porti marittimi.
Häkkänen ha descritto la situazione come un ritorno agli schemi della Guerra Fredda, sottolineando che la sicurezza artica è ora “critica” per la difesa europea. Ha accolto con favore l’attività di vigilanza Arctic Sentry recentemente lanciata dalla NATO e ha confermato che parte del prestito da 1 miliardo di euro richiesto dall’UE per la difesa sarà destinato a infrastrutture di confine terrestre, droni e sensori senza pilota. Sebbene l’intervista si sia concentrata sulla difesa, fonti ufficiali riconoscono privatamente che la tensione militare persistente rende improbabile una riapertura a breve termine della frontiera civile.
Per le aziende che spostano personale o merci tra Finlandia e Russia, questa dichiarazione conferma la realtà operativa: le rotte stradali e ferroviarie per il trasporto merci restano sospese, e i viaggiatori d’affari devono affidarsi a limitate connessioni aeree o marittime — soggette a licenze legate alle sanzioni — invece dei valichi terrestri un tempo molto frequentati di Vaalimaa o Nuijamaa. I datori di lavoro con personale russo assegnato a siti finlandesi devono prevedere ulteriori ritardi nella ricongiungimento familiare e nelle visite transfrontaliere, dato che il rilascio dei visti per cittadini russi è fortemente limitato.
L’allarme è rilevante anche per i responsabili della mobilità in altre aree Schengen. La Finlandia è stata in prima linea nei casi di cosiddetta “migrazione strumentalizzata”, e la sua chiusura prolungata rappresenta un precedente che altri Stati con confini esterni potrebbero seguire in caso di aumento delle pressioni geopolitiche. Le organizzazioni dovrebbero monitorare i piani di emergenza per le catene di approvvigionamento artiche e assicurarsi che le clausole di evacuazione d’emergenza o di percorsi alternativi nelle politiche di mobilità siano aggiornate.
Häkkänen ha descritto la situazione come un ritorno agli schemi della Guerra Fredda, sottolineando che la sicurezza artica è ora “critica” per la difesa europea. Ha accolto con favore l’attività di vigilanza Arctic Sentry recentemente lanciata dalla NATO e ha confermato che parte del prestito da 1 miliardo di euro richiesto dall’UE per la difesa sarà destinato a infrastrutture di confine terrestre, droni e sensori senza pilota. Sebbene l’intervista si sia concentrata sulla difesa, fonti ufficiali riconoscono privatamente che la tensione militare persistente rende improbabile una riapertura a breve termine della frontiera civile.
Per le aziende che spostano personale o merci tra Finlandia e Russia, questa dichiarazione conferma la realtà operativa: le rotte stradali e ferroviarie per il trasporto merci restano sospese, e i viaggiatori d’affari devono affidarsi a limitate connessioni aeree o marittime — soggette a licenze legate alle sanzioni — invece dei valichi terrestri un tempo molto frequentati di Vaalimaa o Nuijamaa. I datori di lavoro con personale russo assegnato a siti finlandesi devono prevedere ulteriori ritardi nella ricongiungimento familiare e nelle visite transfrontaliere, dato che il rilascio dei visti per cittadini russi è fortemente limitato.
L’allarme è rilevante anche per i responsabili della mobilità in altre aree Schengen. La Finlandia è stata in prima linea nei casi di cosiddetta “migrazione strumentalizzata”, e la sua chiusura prolungata rappresenta un precedente che altri Stati con confini esterni potrebbero seguire in caso di aumento delle pressioni geopolitiche. Le organizzazioni dovrebbero monitorare i piani di emergenza per le catene di approvvigionamento artiche e assicurarsi che le clausole di evacuazione d’emergenza o di percorsi alternativi nelle politiche di mobilità siano aggiornate.
Fonte: Euronews
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