
Gli ultimi dati pubblicati dal Dipartimento di Stato USA il 13 febbraio e analizzati il 18 febbraio evidenziano notevoli differenze nella disponibilità di appuntamenti per il visto B1/B2 (turistico) in tutta l’India. A Chennai il prossimo colloquio è disponibile in circa un mese, mentre a Mumbai gli aspiranti devono attendere fino a dieci mesi. Nuova Delhi e Hyderabad si collocano a metà strada con otto mesi di attesa, mentre a Kolkata la fila dura circa 2,5 mesi.
Le categorie di visto per studenti (F-1, M-1) e per lavoro basato su petizioni (H, L, O, P, Q) procedono molto più rapidamente a livello nazionale, con molte sedi che offrono date per il colloquio in meno di tre mesi, alcune a Nuova Delhi in meno di due settimane. Questi tempi diversi riflettono lo sforzo della missione USA di dare priorità alle categorie che favoriscono mobilità educativa e lavorativa, pur continuando a gestire l’arretrato accumulato durante la pandemia nei settori turistici ad alto volume.
Per i richiedenti, la geografia diventa un fattore cruciale. Le regole consolari permettono agli indiani di prenotare l’appuntamento in qualsiasi sede USA nel paese, purché possano presentarsi di persona. I consulenti di viaggio segnalano un aumento di clienti disposti a volare a Chennai per ridurre di mesi i tempi di attesa. Le aziende che organizzano viaggi dell’ultimo minuto per dirigenti stanno silenziosamente spostando gli appuntamenti dei loro dipendenti verso la città con la disponibilità più rapida.
L’Ambasciata USA ricorda che le tabelle dei tempi di attesa vengono aggiornate mensilmente e possono variare drasticamente quando si aprono nuovi blocchi di appuntamenti. Si consiglia ai richiedenti di monitorare quotidianamente il portale ufficiale e di riprogrammare se si presenta una data anticipata. Il pagamento della tassa per il visto effettuato una sola volta consente di cambiare appuntamento senza penalità.
Dal punto di vista politico, i dati sottolineano la sfida nella gestione della capacità della missione USA in India, che nel 2025 ha processato un record di 1,4 milioni di visti. Gli ufficiali consolari hanno aggiunto turni il sabato e assunto 300 nuovi collaboratori locali lo scorso anno, ma la domanda continua a superare l’offerta a Mumbai e Delhi, sedi degli aeroporti indiani con il maggior traffico in uscita.
Le categorie di visto per studenti (F-1, M-1) e per lavoro basato su petizioni (H, L, O, P, Q) procedono molto più rapidamente a livello nazionale, con molte sedi che offrono date per il colloquio in meno di tre mesi, alcune a Nuova Delhi in meno di due settimane. Questi tempi diversi riflettono lo sforzo della missione USA di dare priorità alle categorie che favoriscono mobilità educativa e lavorativa, pur continuando a gestire l’arretrato accumulato durante la pandemia nei settori turistici ad alto volume.
Per i richiedenti, la geografia diventa un fattore cruciale. Le regole consolari permettono agli indiani di prenotare l’appuntamento in qualsiasi sede USA nel paese, purché possano presentarsi di persona. I consulenti di viaggio segnalano un aumento di clienti disposti a volare a Chennai per ridurre di mesi i tempi di attesa. Le aziende che organizzano viaggi dell’ultimo minuto per dirigenti stanno silenziosamente spostando gli appuntamenti dei loro dipendenti verso la città con la disponibilità più rapida.
L’Ambasciata USA ricorda che le tabelle dei tempi di attesa vengono aggiornate mensilmente e possono variare drasticamente quando si aprono nuovi blocchi di appuntamenti. Si consiglia ai richiedenti di monitorare quotidianamente il portale ufficiale e di riprogrammare se si presenta una data anticipata. Il pagamento della tassa per il visto effettuato una sola volta consente di cambiare appuntamento senza penalità.
Dal punto di vista politico, i dati sottolineano la sfida nella gestione della capacità della missione USA in India, che nel 2025 ha processato un record di 1,4 milioni di visti. Gli ufficiali consolari hanno aggiunto turni il sabato e assunto 300 nuovi collaboratori locali lo scorso anno, ma la domanda continua a superare l’offerta a Mumbai e Delhi, sedi degli aeroporti indiani con il maggior traffico in uscita.
Fonte: The Economic Times
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