
Le operazioni nel più trafficato scalo dell’America Latina sono state brevemente interrotte nel pomeriggio del 18 febbraio, dopo che un anonimo ha segnalato a un operatore di terra la presenza di una bomba a bordo di un volo Air Europa diretto a Madrid. La sicurezza aeroportuale ha attivato il protocollo d’emergenza di livello tre, chiamando la squadra antiesplosivi d’élite GATE dello Stato di São Paulo e isolando una parte del Terminal 2.
Entro 90 minuti la polizia ha rintracciato la chiamata, risalendo a un brasiliano di 34 anni che ha ammesso di aver fatto “uno scherzo”. L’uomo è stato consegnato alla Polizia Federale e rischia accuse ai sensi dell’Articolo 251 del Codice Penale brasiliano, che punisce con fino a cinque anni di carcere e una multa le false segnalazioni che mettono in pericolo gli aerei. Nessun ordigno è stato trovato e il volo è partito con un ritardo di due ore.
Nonostante il rapido ripristino del servizio, una mezza dozzina di partenze sono state trattenute a terra durante le verifiche, causando lievi ritardi a catena nelle ore di punta serali. Le compagnie aeree hanno ricordato ai passeggeri che le minacce false costituiscono un reato penale e hanno avvertito che chiederanno risarcimenti civili per i costi operativi sostenuti.
Gli esperti di sicurezza sottolineano come l’episodio evidenzi l’importanza di procedure rigorose di filtraggio delle chiamate per il personale di terra e di un coordinamento rapido tra gestori aeroportuali, compagnie aeree e forze dell’ordine. Le aziende con spostamenti dirigenziali attraverso GRU oggi dovrebbero prevedere tempi supplementari per le code ai controlli, vista l’intensificazione della vigilanza in aeroporto.
Entro 90 minuti la polizia ha rintracciato la chiamata, risalendo a un brasiliano di 34 anni che ha ammesso di aver fatto “uno scherzo”. L’uomo è stato consegnato alla Polizia Federale e rischia accuse ai sensi dell’Articolo 251 del Codice Penale brasiliano, che punisce con fino a cinque anni di carcere e una multa le false segnalazioni che mettono in pericolo gli aerei. Nessun ordigno è stato trovato e il volo è partito con un ritardo di due ore.
Nonostante il rapido ripristino del servizio, una mezza dozzina di partenze sono state trattenute a terra durante le verifiche, causando lievi ritardi a catena nelle ore di punta serali. Le compagnie aeree hanno ricordato ai passeggeri che le minacce false costituiscono un reato penale e hanno avvertito che chiederanno risarcimenti civili per i costi operativi sostenuti.
Gli esperti di sicurezza sottolineano come l’episodio evidenzi l’importanza di procedure rigorose di filtraggio delle chiamate per il personale di terra e di un coordinamento rapido tra gestori aeroportuali, compagnie aeree e forze dell’ordine. Le aziende con spostamenti dirigenziali attraverso GRU oggi dovrebbero prevedere tempi supplementari per le code ai controlli, vista l’intensificazione della vigilanza in aeroporto.
Fonte: PANROTAS
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