
La Commissione Europea ha scelto il 20 febbraio 2026 per presentare una nuova strategia per i visti Schengen, che permetterà ai viaggiatori accuratamente selezionati di ottenere visti a ingressi multipli della durata superiore ai cinque anni. Secondo un documento informativo condiviso con i media europei, l’obiettivo è premiare i cosiddetti “viaggiatori affidabili” — persone con un passato di sicurezza impeccabile, una solida storia di viaggi e dati biometrici già archiviati nei sistemi UE — con visti a lungo termine che eliminano la necessità di ripetute pratiche burocratiche e visite consolari.
Per la Repubblica Ceca, che dipende dai viaggiatori abituali provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Canada e mercati asiatici in rapida crescita, questa proposta potrebbe rappresentare una svolta. L’aeroporto di Praga ha gestito 4,1 milioni di passeggeri extra-UE lo scorso anno, e l’ente nazionale per il turismo stima che oltre il 40% fossero al loro secondo o successivo viaggio. Associazioni del settore turistico come la Czech Events & Tourism Association hanno subito accolto con favore il piano, sostenendo che un rientro senza intoppi aumenterebbe la domanda per conferenze e incoraggerebbe le multinazionali a stabilire team regionali a Praga o Brno.
Il documento della Commissione collega inoltre i visti di lunga durata al nuovo Sistema digitale di Entrata/Uscita (EES) e alla tassa di autorizzazione al viaggio ETIAS da 20 euro, in arrivo entro l’anno. Secondo i funzionari, la combinazione di controllo automatizzato alle frontiere e dati passeggeri più dettagliati faciliterà l’individuazione di chi supera i tempi di permanenza, offrendo al contempo maggiore certezza ai viaggiatori legittimi.
Ora gli Stati membri devono negoziare i dettagli tecnici — come soglie minime di reddito e requisiti assicurativi — nel Gruppo di Lavoro Visti del Consiglio. I diplomatici cechi hanno dichiarato ai giornalisti che spingeranno per garanzie contro il “passport-shopping”, ma sostengono in linea di massima l’idea, sottolineando la necessità di mantenere le fabbriche e i centri IT cechi forniti di ingegneri e personale commerciale in visita.
Se approvata, la prima emissione di visti Schengen quinquennali potrebbe avvenire già a metà 2027. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero iniziare questa primavera a verificare le storie di viaggio dei dipendenti, così che i visitatori frequenti siano pronti a fare domanda non appena i consolati pubblicheranno le regole attuative. Anche i team di gestione del rischio di viaggio dovranno aggiornare le policy per riflettere gli obblighi più stringenti di acquisizione biometrica legati alla nuova categoria di visto.
Per la Repubblica Ceca, che dipende dai viaggiatori abituali provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Canada e mercati asiatici in rapida crescita, questa proposta potrebbe rappresentare una svolta. L’aeroporto di Praga ha gestito 4,1 milioni di passeggeri extra-UE lo scorso anno, e l’ente nazionale per il turismo stima che oltre il 40% fossero al loro secondo o successivo viaggio. Associazioni del settore turistico come la Czech Events & Tourism Association hanno subito accolto con favore il piano, sostenendo che un rientro senza intoppi aumenterebbe la domanda per conferenze e incoraggerebbe le multinazionali a stabilire team regionali a Praga o Brno.
Il documento della Commissione collega inoltre i visti di lunga durata al nuovo Sistema digitale di Entrata/Uscita (EES) e alla tassa di autorizzazione al viaggio ETIAS da 20 euro, in arrivo entro l’anno. Secondo i funzionari, la combinazione di controllo automatizzato alle frontiere e dati passeggeri più dettagliati faciliterà l’individuazione di chi supera i tempi di permanenza, offrendo al contempo maggiore certezza ai viaggiatori legittimi.
Ora gli Stati membri devono negoziare i dettagli tecnici — come soglie minime di reddito e requisiti assicurativi — nel Gruppo di Lavoro Visti del Consiglio. I diplomatici cechi hanno dichiarato ai giornalisti che spingeranno per garanzie contro il “passport-shopping”, ma sostengono in linea di massima l’idea, sottolineando la necessità di mantenere le fabbriche e i centri IT cechi forniti di ingegneri e personale commerciale in visita.
Se approvata, la prima emissione di visti Schengen quinquennali potrebbe avvenire già a metà 2027. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero iniziare questa primavera a verificare le storie di viaggio dei dipendenti, così che i visitatori frequenti siano pronti a fare domanda non appena i consolati pubblicheranno le regole attuative. Anche i team di gestione del rischio di viaggio dovranno aggiornare le policy per riflettere gli obblighi più stringenti di acquisizione biometrica legati alla nuova categoria di visto.
Fonte: Hespress EN
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