
Il governo ceco ha deciso di prorogare – anziché eliminare gradualmente – il percorso speciale di residenza introdotto nel 2024 per i rifugiati ucraini economicamente indipendenti. Dopo la riunione del consiglio dei ministri di giovedì, il Primo Ministro Andrej Babiš ha confermato che il programma, che concede un permesso di soggiorno iniziale di cinque anni e l’accesso libero al mercato del lavoro, sarà riaperto per una nuova tornata di domande ad aprile.
La decisione riflette il mercato del lavoro più rigido dell’Europa centrale. Il tasso di disoccupazione in Repubblica Ceca si aggira poco sopra il 3%, mentre le offerte di lavoro nei settori manifatturiero, sanitario e IT restano croniche. Le autorità riferiscono che quasi 613.000 ucraini vivono legalmente nel paese e che più della metà è occupata, contribuendo collettivamente con circa 8 miliardi di CZK in tasse sul lavoro lo scorso anno. Vincolando l’idoneità alla prova di un reddito stabile, assicurazione sanitaria e alloggio, Praga punta a trattenere questi lavoratori – e le relative entrate fiscali – evitando al contempo costi per il welfare.
Contemporaneamente, la coalizione di governo ANO-SPD deve placare i partner populisti che hanno fatto campagna elettorale promettendo “confini più rigidi”. Gli avvocati del Ministero dell’Interno stanno quindi preparando un disegno di legge parallelo che aumenterebbe le sanzioni per le aziende che impiegano personale irregolare e introdurrebbe controlli comportamentali per i residenti a lungo termine. Gli osservatori prevedono un acceso dibattito parlamentare, ma le lobby imprenditoriali, dal cuore automobilistico della Moravia al settore tecnologico di Praga, hanno già accolto la proroga come “una necessità economica”.
Per i responsabili della mobilità, le implicazioni pratiche sono due. Primo, i dipendenti ucraini che hanno ottenuto il permesso quinquennale nel 2024 potranno rinnovarlo alle stesse condizioni nel 2029, eliminando un rischio imminente di perdita di personale. Secondo, i team HR avranno una nuova finestra – probabilmente di sei mesi – per presentare nuove domande per candidati qualificati ancora sotto protezione temporanea. Il Ministero dell’Interno assicura che l’intero processo sarà gestito tramite il nuovo Sistema Informativo per Stranieri, riducendo la burocrazia e, nella maggior parte dei casi, richiedendo una sola visita biometrica.
Gli esperti di immigrazione avvertono però che il contingente è limitato a 25.000 posti e sarà assegnato secondo il principio “primo completo, primo processato”. Le aziende stanno quindi invitando i candidati a preparare fin da ora diplomi tradotti, contratti di lavoro e prove di alloggio, in modo da poter caricare i documenti non appena il portale elettronico sarà attivo.
La decisione riflette il mercato del lavoro più rigido dell’Europa centrale. Il tasso di disoccupazione in Repubblica Ceca si aggira poco sopra il 3%, mentre le offerte di lavoro nei settori manifatturiero, sanitario e IT restano croniche. Le autorità riferiscono che quasi 613.000 ucraini vivono legalmente nel paese e che più della metà è occupata, contribuendo collettivamente con circa 8 miliardi di CZK in tasse sul lavoro lo scorso anno. Vincolando l’idoneità alla prova di un reddito stabile, assicurazione sanitaria e alloggio, Praga punta a trattenere questi lavoratori – e le relative entrate fiscali – evitando al contempo costi per il welfare.
Contemporaneamente, la coalizione di governo ANO-SPD deve placare i partner populisti che hanno fatto campagna elettorale promettendo “confini più rigidi”. Gli avvocati del Ministero dell’Interno stanno quindi preparando un disegno di legge parallelo che aumenterebbe le sanzioni per le aziende che impiegano personale irregolare e introdurrebbe controlli comportamentali per i residenti a lungo termine. Gli osservatori prevedono un acceso dibattito parlamentare, ma le lobby imprenditoriali, dal cuore automobilistico della Moravia al settore tecnologico di Praga, hanno già accolto la proroga come “una necessità economica”.
Per i responsabili della mobilità, le implicazioni pratiche sono due. Primo, i dipendenti ucraini che hanno ottenuto il permesso quinquennale nel 2024 potranno rinnovarlo alle stesse condizioni nel 2029, eliminando un rischio imminente di perdita di personale. Secondo, i team HR avranno una nuova finestra – probabilmente di sei mesi – per presentare nuove domande per candidati qualificati ancora sotto protezione temporanea. Il Ministero dell’Interno assicura che l’intero processo sarà gestito tramite il nuovo Sistema Informativo per Stranieri, riducendo la burocrazia e, nella maggior parte dei casi, richiedendo una sola visita biometrica.
Gli esperti di immigrazione avvertono però che il contingente è limitato a 25.000 posti e sarà assegnato secondo il principio “primo completo, primo processato”. Le aziende stanno quindi invitando i candidati a preparare fin da ora diplomi tradotti, contratti di lavoro e prove di alloggio, in modo da poter caricare i documenti non appena il portale elettronico sarà attivo.
Fonte: Expats.cz (ČTK wire)
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