
Un imprenditore tecnologico indo-americano ha pubblicato il 23 febbraio 2026 un toccante thread su X (ex Twitter) che è diventato virale, esortando i genitori in India a "riflettere bene prima di mandare i figli negli Stati Uniti" dopo la morte di un amico che aveva atteso anni per l’approvazione del visto H-1B. L’articolo di The Business Standard che ne è seguito ha cristallizzato la crescente frustrazione per la proclamazione dell’amministrazione Trump del settembre 2025, che ha introdotto una tassa anticipata di 100.000 dollari su quasi tutte le nuove richieste H-1B. Secondo la proclamazione, la tassa deve essere pagata prima che l’USCIS accetti la domanda, superando di gran lunga il costo precedente di circa 6.500 dollari e rendendo proibitivo l’accesso per molte piccole e medie imprese. Sebbene i rinnovi approvati prima del 21 settembre 2025 siano esenti, le aziende che vogliono assumere dall’estero si trovano ora di fronte a un vero e proprio shock economico, soprattutto nei settori STEM, che dipendono fortemente dal talento indiano. Il thread dell’imprenditore ha anche evidenziato le probabilità ridotte della lotteria: con l’introduzione di un sistema di selezione basato sul salario ponderato previsto per le registrazioni dell’anno fiscale 2027 a partire dal 4 marzo 2026, i datori di lavoro che offrono stipendi più alti avranno un vantaggio, rischiando di escludere i candidati alle prime armi. I social media indiani sono esplosi con consigli di puntare su Canada, Regno Unito con il Graduate Route o Australia con il visto Subclass 482. Per le aziende statunitensi, l’episodio rappresenta un ulteriore segnale di un indebolimento delle pipeline di talenti. Gli esperti di immigrazione consigliano di prevedere per tempo il budget per la tassa a sei cifre, di valutare trasferimenti intracompany con il visto L-1 quando possibile e di comunicare con trasparenza ai candidati i tempi di attesa. Le università temono che questa situazione possa influire negativamente sulle iscrizioni ai corsi di laurea del semestre autunnale 2026.
Fonte: Business Standard