
A partire dal 27 febbraio 2026, i cittadini indiani dovranno possedere un eVisa digitale — non più una vignetta cartacea — per entrare nel Regno Unito. Il Ministero dell’Interno ha attivato la nuova procedura silenziosamente due giorni prima, confermando però il lancio ufficiale durante una conferenza stampa ripresa dai media di viaggio. I richiedenti continueranno a recarsi presso un Centro di Richiesta Visti per la raccolta dei dati biometrici; tuttavia, il passaporto verrà restituito lo stesso giorno e lo stato migratorio sarà archiviato nell’account online UKVI. Le compagnie aeree sono state istruite a verificare l’eVisa o l’Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) al momento del check-in. I vettori potranno negare l’imbarco in assenza del permesso digitale, segnando la prima volta in cui un paese di destinazione si affida completamente a dati basati su cloud per i passeggeri indiani. Gli agenti di frontiera nel Regno Unito scannerizzeranno i passaporti e li confronteranno con il database eVisa, velocizzando le code ma sollevando interrogativi sulla privacy dei dati. Per le aziende indiane, il cambiamento semplifica la mobilità dei dipendenti: i team HR possono scaricare lettere di autorizzazione verificabili, monitorare online la scadenza dei visti e aggiornare i passaporti senza recarsi al consolato. Tuttavia, il processo iniziale è meno indulgente. Poiché l’eVisa non può essere incollato sul passaporto, i viaggiatori devono stampare o fare uno screenshot dell’email di approvazione; senza connessione, dimostrare lo status al momento della partenza dall’India potrebbe risultare complicato. Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che errori involontari — numero di passaporto errato, refusi — potrebbero lasciare i passeggeri bloccati, dato che le compagnie aeree non hanno l’autorità per bypassare il sistema. UKVI ha istituito una linea di assistenza attiva 24 ore su 24 e invita i richiedenti a fare domanda “con largo anticipo” rispetto al viaggio, finché i problemi iniziali non saranno risolti. Questa transizione digitale prepara il terreno per la quota prevista dal Patto di Mobilità e Migrazione India-Regno Unito, attesa entro fine anno, che faciliterà la mobilità giovanile e i visti per professionisti altamente qualificati.
Fonte: Curly Tales
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