
Il 7 marzo il sito investigativo *Dissecting Security Architectures* ha pubblicato documenti trapelati di EU-LISA che confermano una nuova “roadmap per l’interoperabilità” destinata a integrare tutti i principali sistemi di gestione delle frontiere e di polizia giudiziaria—SIS II, Eurodac, VIS, il prossimo Entry/Exit System e ETIAS—sotto un unico servizio biometrico di confronto entro il 2030. Per la Germania le implicazioni sono profonde. Il piano prevede di alimentare l’archivio fotografico INPOL dell’Ufficio Federale di Polizia Criminale (attualmente 8 milioni di immagini, molte di richiedenti asilo e rimpatriati) nel servizio condiviso di confronto biometrico già dal 2027. Le richieste di riconoscimento facciale nell’ambito del quadro Prüm II permetterebbero così agli altri Stati UE—e potenzialmente agli Stati Uniti, nell’ambito di una proposta di Partenariato Rafforzato per la Sicurezza delle Frontiere—di ricevere risposte positive o negative confrontando i dati tedeschi. Da aprile, con l’attivazione dell’EES, ogni viaggiatore non UE che entra o esce dall’area Schengen—including chi possiede un visto tedesco per soggiorni brevi—avrà impronte digitali e immagine facciale archiviate per tre anni. Gli arrivi esenti da visto seguiranno lo stesso iter con il lancio di ETIAS previsto per la fine del 2026. I team di mobilità aziendale devono preparare espatriati e viaggiatori frequenti a tempi più lunghi per la raccolta biometrica alle frontiere esterne e assicurarsi che le informative sulla privacy nelle policy di assegnazione coprano la condivisione dati ampliata. I datori di lavoro che spostano personale non UE tra paesi Schengen dovranno inoltre monitorare più attentamente i rischi di permanenza oltre il consentito, poiché gli alert in tempo reale segnaleranno i viaggiatori che superano il periodo autorizzato. I gruppi per le libertà civili a Berlino hanno già annunciato che impugneranno qualsiasi uso massivo del riconoscimento facciale, sostenendo che i richiedenti asilo non devono diventare un banco di prova per tecnologie di sorveglianza più invasive.
Fonte: Digit.site36.net
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