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Il Brasile ratifica la regola dei 90 giorni in 180 per il soggiorno Schengen, seguirà la registrazione ETIAS

mar 8, 2026
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Il Brasile ratifica la regola dei 90 giorni in 180 per il soggiorno Schengen, seguirà la registrazione ETIAS
Il governo brasiliano ha pubblicato il Decreto 12.864 il 7 marzo, allineando formalmente il suo trattato di esenzione dal visto con l’Unione Europea al limite standard di 90 giorni di permanenza entro un periodo di 180 giorni. Sebbene questa regola fosse già applicata di fatto, la codifica elimina ogni ambiguità legale residua per i dirigenti brasiliani che si spostano in Germania e negli altri paesi Schengen. Secondo l’accordo aggiornato, i cittadini UE godono degli stessi privilegi durante le visite in Brasile, rispettando il principio di reciprocità. Fondamentale è che il decreto prevede il lancio del Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione di Viaggio (ETIAS) entro la fine dell’anno: una volta operativo, i cittadini brasiliani – inclusi coloro che si recano in Germania per conferenze o incarichi a breve termine – dovranno ottenere un’autorizzazione di viaggio online e pagare una tassa di 7 euro. Le aziende tedesche con attività near-shore nel settore IT o agroalimentare a San Paolo hanno accolto positivamente la misura, sottolineando che riduce il rischio di superamenti involontari del limite Schengen che in passato potevano comportare divieti di ingresso. Le società di gestione viaggi stanno aggiornando i loro strumenti di prenotazione per mostrare in tempo reale i giorni Schengen residui. Studi legali di Francoforte avvertono che il calcolo 90/180 è valido globalmente in tutto lo spazio Schengen: il tempo trascorso in vacanza in Spagna incide ancora sulle visite di lavoro a Monaco. Raccomandano di documentare con cura i passaggi di frontiera fino a quando l’EES non fornirà un registro digitale ufficiale. L’Ufficio Esteri di Berlino ha confermato che per incarichi più lunghi sarà comunque necessario il visto nazionale tedesco D o il permesso di soggiorno previsto dalla legge sull’immigrazione qualificata; il decreto non modifica le autorizzazioni al lavoro.
Fonte: Schengen90.app

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