
Il Comitato per le Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni (LIBE) del Parlamento Europeo ha tenuto una sessione straordinaria di 30 minuti a Strasburgo il 9 marzo 2026 per avanzare la riforma più radicale della politica europea sui rimpatri dagli anni 2008. All’ordine del giorno c’era l’adozione in prima lettura di una bozza di regolamento che sostituirebbe l’attuale Direttiva sui Rimpatri, introducendo un sistema armonizzato che obbliga gli Stati membri — inclusa la Germania — ad accelerare l’allontanamento dei cittadini di paesi terzi privi di diritto legale di soggiorno.
Secondo la proposta, i richiedenti asilo con domande respinte vedrebbero ridotti i tempi per il ricorso e verrebbe emessa una “decisione di rimpatrio” unica valida in tutti gli Stati Schengen. Per la Germania, che lo scorso anno ha registrato oltre 55.000 ordini di espulsione non eseguiti, la novità significherebbe che la polizia di qualsiasi Stato membro potrebbe eseguire una decisione di rimpatrio tedesca, riducendo le possibilità di sparizione all’interno del blocco.
La ministra dell’Interno tedesca Nancy Faeser ha accolto con favore il voto del comitato, definendo la bozza “una svolta che ci aiuta a ristabilire la credibilità del nostro sistema di asilo.” Anche le associazioni imprenditoriali hanno reagito positivamente: la Federazione delle Industrie Tedesche (BDI) ha sottolineato che regole più chiare “attenuerebbero le tensioni politiche che si riflettono nei dibattiti sulla migrazione lavorativa e danneggiano l’immagine della Germania tra i lavoratori qualificati più ricercati.”
Le organizzazioni della società civile si sono mostrate più scettiche, avvertendo che la riduzione dei termini per il ricorso potrebbe portare a respingimenti illegali in violazione del diritto internazionale. L’ONG berlinese Pro Asyl ha esortato i deputati tedeschi a inserire garanzie aggiuntive quando il testo arriverà in plenaria. Il relatore LIBE Malik Azmani ha invece assicurato che gli standard di giusto processo saranno mantenuti, sostenendo che “il vero fallimento umanitario è lasciare le persone in sospeso per anni.”
I prossimi passi saranno rapidi: se la plenaria approverà il mandato il 12 marzo, i negoziati interistituzionali “trilogo” con il Consiglio potrebbero iniziare prima di Pasqua, aprendo la strada all’adozione nella seconda metà del 2026. Le aziende che gestiscono trasferimenti rotativi intra-UE dovrebbero monitorare la versione finale del testo, poiché un’applicazione più rigorosa delle espulsioni potrebbe influire sui dipendenti il cui status di soggiorno diventa invalido al termine del progetto.
Secondo la proposta, i richiedenti asilo con domande respinte vedrebbero ridotti i tempi per il ricorso e verrebbe emessa una “decisione di rimpatrio” unica valida in tutti gli Stati Schengen. Per la Germania, che lo scorso anno ha registrato oltre 55.000 ordini di espulsione non eseguiti, la novità significherebbe che la polizia di qualsiasi Stato membro potrebbe eseguire una decisione di rimpatrio tedesca, riducendo le possibilità di sparizione all’interno del blocco.
La ministra dell’Interno tedesca Nancy Faeser ha accolto con favore il voto del comitato, definendo la bozza “una svolta che ci aiuta a ristabilire la credibilità del nostro sistema di asilo.” Anche le associazioni imprenditoriali hanno reagito positivamente: la Federazione delle Industrie Tedesche (BDI) ha sottolineato che regole più chiare “attenuerebbero le tensioni politiche che si riflettono nei dibattiti sulla migrazione lavorativa e danneggiano l’immagine della Germania tra i lavoratori qualificati più ricercati.”
Le organizzazioni della società civile si sono mostrate più scettiche, avvertendo che la riduzione dei termini per il ricorso potrebbe portare a respingimenti illegali in violazione del diritto internazionale. L’ONG berlinese Pro Asyl ha esortato i deputati tedeschi a inserire garanzie aggiuntive quando il testo arriverà in plenaria. Il relatore LIBE Malik Azmani ha invece assicurato che gli standard di giusto processo saranno mantenuti, sostenendo che “il vero fallimento umanitario è lasciare le persone in sospeso per anni.”
I prossimi passi saranno rapidi: se la plenaria approverà il mandato il 12 marzo, i negoziati interistituzionali “trilogo” con il Consiglio potrebbero iniziare prima di Pasqua, aprendo la strada all’adozione nella seconda metà del 2026. Le aziende che gestiscono trasferimenti rotativi intra-UE dovrebbero monitorare la versione finale del testo, poiché un’applicazione più rigorosa delle espulsioni potrebbe influire sui dipendenti il cui status di soggiorno diventa invalido al termine del progetto.
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