
Il governo tedesco ha modificato silenziosamente le norme sull’occupazione per i titolari di permessi di soggiorno ai sensi del §16b della Legge sul soggiorno, aumentando il limite annuo di lavoro per gli studenti non UE da 120 a 140 giorni interi (o 280 mezze giornate). La modifica, riportata per la prima volta il 7 marzo 2026 dal portale educativo GradGermany, entra in vigore immediatamente per il semestre estivo.
Sebbene l’aumento numerico possa sembrare modesto, rappresenta un incremento del 16% delle ore lavorative consentite e avvicina la Germania a paesi come il Regno Unito (20 ore settimanali durante il semestre) e il Canada (24 ore). Per i datori di lavoro, in particolare le PMI nei settori dell’ospitalità, del commercio al dettaglio e del supporto IT, il nuovo tetto amplia la disponibilità di manodopera temporanea in un periodo di carenza record di personale nazionale.
Per gli studenti internazionali l’impatto è duplice. Sul piano economico, 20 giorni lavorativi in più all’anno corrispondono a circa 2.000 euro di reddito netto, sufficienti a coprire due mesi di affitto in molte città tedesche. Sul piano professionale, più giorni di lavoro permettono ai laureandi magistrali in ingegneria o informatica di accumulare ore significative di tirocinio, rafforzando le domande per la Blue Card post-studio.
Le università hanno accolto positivamente la modifica, ma avvertono gli studenti di monitorare attentamente le ore lavorate; superare i limiti può compromettere lo status del visto. I consulenti per la mobilità raccomandano l’uso di app HR come Studo Worklog o Zeiterfassung Plus per tracciare i turni.
La riforma ha anche implicazioni macroeconomiche. Rendendo il lavoro part-time più flessibile, la Germania punta a trattenere i talenti dopo la laurea, pilastro chiave della sua Strategia per l’Immigrazione di Lavoratori Qualificati presentata lo scorso dicembre. Le autorità rivedranno la politica nel 2028.
Sebbene l’aumento numerico possa sembrare modesto, rappresenta un incremento del 16% delle ore lavorative consentite e avvicina la Germania a paesi come il Regno Unito (20 ore settimanali durante il semestre) e il Canada (24 ore). Per i datori di lavoro, in particolare le PMI nei settori dell’ospitalità, del commercio al dettaglio e del supporto IT, il nuovo tetto amplia la disponibilità di manodopera temporanea in un periodo di carenza record di personale nazionale.
Per gli studenti internazionali l’impatto è duplice. Sul piano economico, 20 giorni lavorativi in più all’anno corrispondono a circa 2.000 euro di reddito netto, sufficienti a coprire due mesi di affitto in molte città tedesche. Sul piano professionale, più giorni di lavoro permettono ai laureandi magistrali in ingegneria o informatica di accumulare ore significative di tirocinio, rafforzando le domande per la Blue Card post-studio.
Le università hanno accolto positivamente la modifica, ma avvertono gli studenti di monitorare attentamente le ore lavorate; superare i limiti può compromettere lo status del visto. I consulenti per la mobilità raccomandano l’uso di app HR come Studo Worklog o Zeiterfassung Plus per tracciare i turni.
La riforma ha anche implicazioni macroeconomiche. Rendendo il lavoro part-time più flessibile, la Germania punta a trattenere i talenti dopo la laurea, pilastro chiave della sua Strategia per l’Immigrazione di Lavoratori Qualificati presentata lo scorso dicembre. Le autorità rivedranno la politica nel 2028.
Fonte: GradGermany
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