
La rete di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti è stata nuovamente attivata nelle prime ore del 27 marzo, dopo che forze iraniane e milizie affiliate hanno lanciato una nuova ondata di droni e missili balistici contro infrastrutture nel Golfo. Secondo una dichiarazione congiunta riportata dal quotidiano pan-arabo Asharq Al-Awsat, le batterie posizionate intorno a Dubai, Abu Dhabi e presso terminal petroliferi chiave hanno intercettato sei missili balistici e nove veicoli aerei senza pilota diretti verso aeroporti civili, hub logistici e impianti energetici. Kuwait, Arabia Saudita, Bahrain, Qatar e Giordania hanno segnalato attacchi paralleli, evidenziando l’ampiezza del conflitto scoppiato il 28 febbraio che si è esteso in tutta la regione.
Sebbene il sistema di difesa multilivello degli Emirati — Patriot PAC-3, THAAD e il locale SkyKnight — abbia evitato colpi diretti, le intercettazioni hanno causato chiusure temporanee degli aeroporti internazionali di Dubai (DXB), Abu Dhabi (AUH) e Al Maktoum (DWC) per controlli di sicurezza. Le compagnie aeree Emirates ed Etihad hanno nuovamente invitato i passeggeri a non recarsi ai terminal se non in possesso di una conferma operativa del volo, attivando politiche di riprenotazione gratuite fino al 31 marzo. I corrieri hanno segnalato ritardi fino a 72 ore, con i cargo dirottati su Dammam e Muscat.
Le continue interruzioni stanno mettendo alla prova i programmi di mobilità aziendale che considerano Dubai il principale hub regionale. Le società di relocation riferiscono che alcune multinazionali hanno trasferito personale critico a Doha, Muscat o nel Sud Europa in attesa di una stabilizzazione della situazione aerea, mentre altre stanno invocando clausole di forza maggiore per posticipare le date di inizio degli assegnatari. Le società di consulenza sui rischi di viaggio raccomandano ai datori di lavoro di mantenere un monitoraggio in tempo reale degli itinerari e di informare i viaggiatori sulla posizione dei rifugi più vicini; le notifiche push tramite l’app federale Al Hosn sono ormai routine negli Emirati.
Per ora il governo degli Emirati non ha chiuso completamente lo spazio aereo, ma le autorità sottolineano che ogni intercettazione aumenta il rischio di caduta di detriti. I responsabili della mobilità devono quindi aspettarsi finestre di blocco a terra a rotazione, deviazioni dell’ultimo minuto e possibili maggiorazioni delle polizze assicurative per la copertura medica e di evacuazione degli assegnatari. Le aziende sono inoltre ricordate che l’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza dei Porti (ICP) ha sospeso le multe per il soggiorno oltre il termine per i visitatori impossibilitati a partire a causa di cancellazioni di voli, un piccolo ma importante sollievo amministrativo in un contesto di sicurezza instabile.
Sebbene il sistema di difesa multilivello degli Emirati — Patriot PAC-3, THAAD e il locale SkyKnight — abbia evitato colpi diretti, le intercettazioni hanno causato chiusure temporanee degli aeroporti internazionali di Dubai (DXB), Abu Dhabi (AUH) e Al Maktoum (DWC) per controlli di sicurezza. Le compagnie aeree Emirates ed Etihad hanno nuovamente invitato i passeggeri a non recarsi ai terminal se non in possesso di una conferma operativa del volo, attivando politiche di riprenotazione gratuite fino al 31 marzo. I corrieri hanno segnalato ritardi fino a 72 ore, con i cargo dirottati su Dammam e Muscat.
Le continue interruzioni stanno mettendo alla prova i programmi di mobilità aziendale che considerano Dubai il principale hub regionale. Le società di relocation riferiscono che alcune multinazionali hanno trasferito personale critico a Doha, Muscat o nel Sud Europa in attesa di una stabilizzazione della situazione aerea, mentre altre stanno invocando clausole di forza maggiore per posticipare le date di inizio degli assegnatari. Le società di consulenza sui rischi di viaggio raccomandano ai datori di lavoro di mantenere un monitoraggio in tempo reale degli itinerari e di informare i viaggiatori sulla posizione dei rifugi più vicini; le notifiche push tramite l’app federale Al Hosn sono ormai routine negli Emirati.
Per ora il governo degli Emirati non ha chiuso completamente lo spazio aereo, ma le autorità sottolineano che ogni intercettazione aumenta il rischio di caduta di detriti. I responsabili della mobilità devono quindi aspettarsi finestre di blocco a terra a rotazione, deviazioni dell’ultimo minuto e possibili maggiorazioni delle polizze assicurative per la copertura medica e di evacuazione degli assegnatari. Le aziende sono inoltre ricordate che l’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza dei Porti (ICP) ha sospeso le multe per il soggiorno oltre il termine per i visitatori impossibilitati a partire a causa di cancellazioni di voli, un piccolo ma importante sollievo amministrativo in un contesto di sicurezza instabile.
Fonte: Asharq Al Awsat
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