
Il microstato di Andorra ha ottenuto un accordo su misura con l’Unione Europea per la gestione delle frontiere, che permetterà ai suoi cittadini e residenti di continuare a transitare verso Francia e Spagna senza dover sottoporsi alle procedure biometriche complete del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES). Il Primo Ministro Xavier Espot e la Ministra degli Esteri Imma Tor hanno presentato l’accordo ad Andorra la Vella il 31 marzo.
Secondo l’intesa, Andorra manterrà i controlli leggeri attuali ai valichi di Pas de la Casa (FR-AD) e La Seu d’Urgell (ES-AD), evitando così ingorghi che, secondo le autorità, potrebbero paralizzare l’economia montana, fortemente dipendente dai visitatori giornalieri e dai pendolari che lavorano nelle stazioni sciistiche francesi. Fondamentale è che il tempo trascorso in Andorra non verrà conteggiato nei 90 giorni consentiti dall’area Schengen, garantendo così maggiore flessibilità ai turisti extra-UE che utilizzano il principato come base per esplorare la Francia.
Per le autorità francesi, questa deroga elimina la necessità di installare costosi chioschi EES ai valichi di frontiera ad alta quota, dove il traffico veicolare è inferiore a 7.000 passaggi al giorno fuori stagione sciistica. La Polizia di Frontiera si affiderà invece al riconoscimento delle targhe e a controlli a campione, condividendo i dati in tempo reale con la polizia andorrana.
Il beneficio per la mobilità lavorativa è immediato: le imprese edili francesi che impiegano residenti andorrani potranno mantenere gli attuali schemi di pendolarismo, mentre i gruppi commerciali di Tolosa e Perpignano prevedono flussi di clienti stabili. Tuttavia, le autorità andorrane hanno sottolineato che l’accordo è provvisorio e sarà rivisto dopo l’entrata a pieno regime del sistema EES, prevista per il 10 aprile.
Gli esperti legali osservano che questo accordo potrebbe rappresentare un precedente per altri microstati come Monaco e San Marino, che potrebbero cercare soluzioni personalizzate per tutelare la mobilità lavorativa locale senza compromettere gli obiettivi di sicurezza di Schengen.
Secondo l’intesa, Andorra manterrà i controlli leggeri attuali ai valichi di Pas de la Casa (FR-AD) e La Seu d’Urgell (ES-AD), evitando così ingorghi che, secondo le autorità, potrebbero paralizzare l’economia montana, fortemente dipendente dai visitatori giornalieri e dai pendolari che lavorano nelle stazioni sciistiche francesi. Fondamentale è che il tempo trascorso in Andorra non verrà conteggiato nei 90 giorni consentiti dall’area Schengen, garantendo così maggiore flessibilità ai turisti extra-UE che utilizzano il principato come base per esplorare la Francia.
Per le autorità francesi, questa deroga elimina la necessità di installare costosi chioschi EES ai valichi di frontiera ad alta quota, dove il traffico veicolare è inferiore a 7.000 passaggi al giorno fuori stagione sciistica. La Polizia di Frontiera si affiderà invece al riconoscimento delle targhe e a controlli a campione, condividendo i dati in tempo reale con la polizia andorrana.
Il beneficio per la mobilità lavorativa è immediato: le imprese edili francesi che impiegano residenti andorrani potranno mantenere gli attuali schemi di pendolarismo, mentre i gruppi commerciali di Tolosa e Perpignano prevedono flussi di clienti stabili. Tuttavia, le autorità andorrane hanno sottolineato che l’accordo è provvisorio e sarà rivisto dopo l’entrata a pieno regime del sistema EES, prevista per il 10 aprile.
Gli esperti legali osservano che questo accordo potrebbe rappresentare un precedente per altri microstati come Monaco e San Marino, che potrebbero cercare soluzioni personalizzate per tutelare la mobilità lavorativa locale senza compromettere gli obiettivi di sicurezza di Schengen.
Fonte: Cadena SER