
Dopo quasi ottant'anni di operazioni quasi ininterrotte, Air France ha confermato che chiuderà le ultime rotte da Parigi-Orly (ORY) il 26 marzo 2026, concentrando tutta l’attività di linea principale nel suo hub di Charles-de-Gaulle (CDG). La decisione, riportata per la prima volta da Le Parisien giovedì mattina, segna l’uscita della compagnia di bandiera francese dall’aeroporto dove è nata nel 1946, lasciando solo la sua controllata low-cost Transavia a operare sotto il marchio Air France-KLM a Orly.
Sebbene l’operazione domestica di Air France a Orly fosse in calo da anni, il ritiro formale ha un forte valore simbolico. Questa scelta segue il divieto, previsto per il 2026, dei voli nazionali francesi per tratte coperte da un equivalente viaggio ferroviario inferiore a 2 ore e 30 minuti, oltre all’aumento del lavoro da remoto che ha drasticamente ridotto la domanda per i tradizionali voli navetta Parigi-provincia che un tempo riempivano gli orari di ORY.
I dirigenti citati da Le Parisien hanno spiegato che Air France non può più giustificare la divisione delle risorse tra due aeroporti parigini, dato che il 90% del traffico a lungo raggio e dei collegamenti è ormai gestito a CDG. Dal punto di vista della mobilità internazionale, questa concentrazione semplificherà gli itinerari per i viaggiatori d’affari. I responsabili dei viaggi aziendali da tempo lamentano che gli itinerari misti — voli a lungo raggio in arrivo a CDG e voli a corto raggio in partenza da ORY — comportano tempi di trasferimento a terra più lunghi e un rischio maggiore di smarrimento bagagli.
Una volta completato il trasferimento, i passeggeri avranno connessioni in un unico terminal e potranno usufruire appieno delle lounge dei partner SkyTeam e dei canali di controllo doganale e immigrazione rapidi basati a CDG. Orly non sarà abbandonato: Transavia France prevede di aumentare la flotta da 71 a 80 aeromobili entro la fine del 2027, concentrandosi su rotte punto-punto per il tempo libero in Europa, Nord Africa e Medio Oriente.
ADP, l’operatore aeroportuale, ha dichiarato che utilizzerà la capacità liberata per attrarre altre compagnie low-cost e per ampliare gli stalli per aeromobili wide-body in vista del collegamento ferroviario CDG-Express del 2027, che finalmente collegherà i due aeroporti parigini con un treno diretto di 20 minuti.
Per i professionisti della mobilità, le indicazioni principali sono chiare: (1) aggiornare tutte le politiche di viaggio relative alla Francia per indirizzare i dipendenti verso CDG anziché ORY dopo il 26 marzo 2026; (2) rivedere gli accordi aziendali con le compagnie aeree, poiché alcune tariffe storiche basate su Orly potrebbero decadere; (3) prevedere code più lunghe a CDG nelle ore di punta una volta entrato in vigore l’orario estivo.
I team HR che trasferiscono personale in Île-de-France dovrebbero inoltre considerare che i modelli di pendolarismo cambieranno, potenzialmente riducendo la domanda di alloggi vicino a Orly e aumentando la pressione sulle tratte verso Roissy-en-France.
Sebbene l’operazione domestica di Air France a Orly fosse in calo da anni, il ritiro formale ha un forte valore simbolico. Questa scelta segue il divieto, previsto per il 2026, dei voli nazionali francesi per tratte coperte da un equivalente viaggio ferroviario inferiore a 2 ore e 30 minuti, oltre all’aumento del lavoro da remoto che ha drasticamente ridotto la domanda per i tradizionali voli navetta Parigi-provincia che un tempo riempivano gli orari di ORY.
I dirigenti citati da Le Parisien hanno spiegato che Air France non può più giustificare la divisione delle risorse tra due aeroporti parigini, dato che il 90% del traffico a lungo raggio e dei collegamenti è ormai gestito a CDG. Dal punto di vista della mobilità internazionale, questa concentrazione semplificherà gli itinerari per i viaggiatori d’affari. I responsabili dei viaggi aziendali da tempo lamentano che gli itinerari misti — voli a lungo raggio in arrivo a CDG e voli a corto raggio in partenza da ORY — comportano tempi di trasferimento a terra più lunghi e un rischio maggiore di smarrimento bagagli.
Una volta completato il trasferimento, i passeggeri avranno connessioni in un unico terminal e potranno usufruire appieno delle lounge dei partner SkyTeam e dei canali di controllo doganale e immigrazione rapidi basati a CDG. Orly non sarà abbandonato: Transavia France prevede di aumentare la flotta da 71 a 80 aeromobili entro la fine del 2027, concentrandosi su rotte punto-punto per il tempo libero in Europa, Nord Africa e Medio Oriente.
ADP, l’operatore aeroportuale, ha dichiarato che utilizzerà la capacità liberata per attrarre altre compagnie low-cost e per ampliare gli stalli per aeromobili wide-body in vista del collegamento ferroviario CDG-Express del 2027, che finalmente collegherà i due aeroporti parigini con un treno diretto di 20 minuti.
Per i professionisti della mobilità, le indicazioni principali sono chiare: (1) aggiornare tutte le politiche di viaggio relative alla Francia per indirizzare i dipendenti verso CDG anziché ORY dopo il 26 marzo 2026; (2) rivedere gli accordi aziendali con le compagnie aeree, poiché alcune tariffe storiche basate su Orly potrebbero decadere; (3) prevedere code più lunghe a CDG nelle ore di punta una volta entrato in vigore l’orario estivo.
I team HR che trasferiscono personale in Île-de-France dovrebbero inoltre considerare che i modelli di pendolarismo cambieranno, potenzialmente riducendo la domanda di alloggi vicino a Orly e aumentando la pressione sulle tratte verso Roissy-en-France.
Fonte: Le Parisien
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