
Questa mattina compagnie aeree e viaggiatori si sono svegliati con la conferma che i controllori del traffico aereo francesi hanno iniziato uno sciopero di 48 ore, paralizzando le operazioni in tutti i principali aeroporti del paese e rallentando i sorvoli nello spazio aereo francese. L’autorità dell'aviazione civile francese (DGAC) ha imposto riduzioni di capacità fino al 40% a Parigi-Charles-de-Gaulle e Orly, mentre gli scali regionali come Nizza, Marsiglia, Lione e Tolosa sono stati obbligati a cancellare tra il 30% e il 50% dei voli programmati. Le compagnie sono state avvisate solo giovedì sera, ma molti voli erano già in volo o in fase di preparazione finale, lasciando aerei, equipaggi e, soprattutto, passeggeri fuori posizione al momento dell’inizio dello sciopero alle 6 di venerdì.
Poiché un terzo di tutti i voli europei attraversa lo spazio aereo francese, l’impatto si estende ben oltre i confini nazionali. I gestori del traffico di Eurocontrol segnalano circuiti di attesa sopra il nord Italia e la Spagna, mentre il traffico viene deviato intorno ai settori congestionati francesi. I voli a lungo raggio in partenza dagli Stati Uniti e dal Golfo sono stati dotati di piani di deviazione che aggiungono fino a 45 minuti al tempo di volo. Le compagnie stanno sostenendo milioni di euro in costi extra per carburante e turni degli equipaggi, e molte hanno già annunciato cancellazioni preventive per sabato per evitare ulteriori ritardi a catena.
Lo sciopero è stato indetto dai due maggiori sindacati dei controllori del traffico aereo francesi, SNCTA e USAC-CGT, che denunciano carenze croniche di personale e sistemi radar obsoleti, rendendo il carico di lavoro “insostenibile”. Le trattative con il ministero dei trasporti sono naufragate all’inizio della settimana, quando il governo ha rifiutato di garantire un piano pluriennale di assunzioni legato a incrementi salariali indicizzati all’inflazione.
La protesta arriva all’inizio del picco delle vacanze pasquali in Francia, tradizionalmente uno dei fine settimana più intensi per viaggi di lavoro e di piacere, e a soli 100 giorni dal vertice del G7 del 2026 a Parigi, evento che comporterà già restrizioni di volo ad hoc e operazioni VIP.
Le conseguenze pratiche per le aziende sono immediate. Air France e easyJet hanno emesso “biglietti flessibili” che permettono ai passeggeri di riprenotare entro 30 giorni; Ryanair ha offerto rimborsi ma avverte che i posti alternativi durante le vacanze scolastiche sono scarsi. I spedizionieri hanno spostato merci di alto valore su camion e treni, e diverse multinazionali, tra cui due gruppi farmaceutici del CAC-40, hanno posticipato roadshow per investitori previsti per lunedì a Lione e Tolosa.
Secondo il Regolamento UE 261/2004, le compagnie non sono obbligate a pagare compensazioni per scioperi di personale di terzi, ma devono comunque offrire riprotezioni o rimborsi, aumentando la pressione sui call center già sotto stress dopo lo sciopero Lufthansa del mese scorso.
Per i mobility manager il consiglio è duplice: mantenere i viaggiatori costantemente aggiornati sullo stato dei voli in rapido cambiamento e valutare alternative ferroviarie o su strada per spostamenti intraeuropei sotto i 1.000 km. Eurostar e Thalys hanno aggiunto capacità limitata, ma i posti si stanno esaurendo rapidamente. Chi deve volare dovrebbe prevedere ampi margini di collegamento e monitorare i comunicati DGAC; l’esperienza passata suggerisce che i ritardi residui potrebbero protrarsi per 24-36 ore dopo il ritorno in servizio dei controllori.
Guardando al futuro, i rappresentanti sindacali hanno lasciato intendere ulteriori azioni ad aprile se le trattative non proseguiranno, una prospettiva poco gradita mentre la Francia si prepara a implementare il Sistema di Entrata/Uscita UE (EES) entro il 10 aprile, che a sua volta dovrebbe rallentare le formalità di frontiera.
Poiché un terzo di tutti i voli europei attraversa lo spazio aereo francese, l’impatto si estende ben oltre i confini nazionali. I gestori del traffico di Eurocontrol segnalano circuiti di attesa sopra il nord Italia e la Spagna, mentre il traffico viene deviato intorno ai settori congestionati francesi. I voli a lungo raggio in partenza dagli Stati Uniti e dal Golfo sono stati dotati di piani di deviazione che aggiungono fino a 45 minuti al tempo di volo. Le compagnie stanno sostenendo milioni di euro in costi extra per carburante e turni degli equipaggi, e molte hanno già annunciato cancellazioni preventive per sabato per evitare ulteriori ritardi a catena.
Lo sciopero è stato indetto dai due maggiori sindacati dei controllori del traffico aereo francesi, SNCTA e USAC-CGT, che denunciano carenze croniche di personale e sistemi radar obsoleti, rendendo il carico di lavoro “insostenibile”. Le trattative con il ministero dei trasporti sono naufragate all’inizio della settimana, quando il governo ha rifiutato di garantire un piano pluriennale di assunzioni legato a incrementi salariali indicizzati all’inflazione.
La protesta arriva all’inizio del picco delle vacanze pasquali in Francia, tradizionalmente uno dei fine settimana più intensi per viaggi di lavoro e di piacere, e a soli 100 giorni dal vertice del G7 del 2026 a Parigi, evento che comporterà già restrizioni di volo ad hoc e operazioni VIP.
Le conseguenze pratiche per le aziende sono immediate. Air France e easyJet hanno emesso “biglietti flessibili” che permettono ai passeggeri di riprenotare entro 30 giorni; Ryanair ha offerto rimborsi ma avverte che i posti alternativi durante le vacanze scolastiche sono scarsi. I spedizionieri hanno spostato merci di alto valore su camion e treni, e diverse multinazionali, tra cui due gruppi farmaceutici del CAC-40, hanno posticipato roadshow per investitori previsti per lunedì a Lione e Tolosa.
Secondo il Regolamento UE 261/2004, le compagnie non sono obbligate a pagare compensazioni per scioperi di personale di terzi, ma devono comunque offrire riprotezioni o rimborsi, aumentando la pressione sui call center già sotto stress dopo lo sciopero Lufthansa del mese scorso.
Per i mobility manager il consiglio è duplice: mantenere i viaggiatori costantemente aggiornati sullo stato dei voli in rapido cambiamento e valutare alternative ferroviarie o su strada per spostamenti intraeuropei sotto i 1.000 km. Eurostar e Thalys hanno aggiunto capacità limitata, ma i posti si stanno esaurendo rapidamente. Chi deve volare dovrebbe prevedere ampi margini di collegamento e monitorare i comunicati DGAC; l’esperienza passata suggerisce che i ritardi residui potrebbero protrarsi per 24-36 ore dopo il ritorno in servizio dei controllori.
Guardando al futuro, i rappresentanti sindacali hanno lasciato intendere ulteriori azioni ad aprile se le trattative non proseguiranno, una prospettiva poco gradita mentre la Francia si prepara a implementare il Sistema di Entrata/Uscita UE (EES) entro il 10 aprile, che a sua volta dovrebbe rallentare le formalità di frontiera.
Fonte: Stago-BR Travel Advisory