
Le autorità per la sicurezza delle frontiere hanno lanciato un chiaro avvertimento sul rafforzamento della sorveglianza costiera australiana il 4 aprile 2026, dopo che nove uomini sono stati accusati di cospirazione per l’importazione di ingenti quantità di cocaina e metanfetamina attraverso lo Stretto di Bass. L’Operazione Bruce Cremorne, un’indagine durata dieci mesi condotta dalla Victorian Joint Organised Crime Taskforce, composta dalla Polizia Federale Australiana (AFP), dalla Polizia del Victoria, dall’Australian Border Force (ABF) e dalla Australian Criminal Intelligence Commission, sostiene che il gruppo criminale abbia tentato di far incontrare piccole “navi figlie” con navi madri straniere in acque internazionali per poi sbarcare il carico nei porti regionali. Sebbene nessuna droga sia stata effettivamente sbarcata, la task force ha collegato il gruppo a precedenti sequestri di 30 kg di metanfetamina a Perth e 41 kg di cocaina vicino a Barnawartha. La sorveglianza è iniziata dopo un presunto salvataggio di routine di un peschereccio, che ha sollevato sospetti a causa di equipaggiamenti insoliti e piani di navigazione anomali. Per i responsabili della mobilità globale, il caso evidenzia l’ampliamento delle capacità di monitoraggio marittimo dell’ABF, che ora utilizza tecnologie avanzate come il rilevamento di spoofing AIS via satellite, droni ad ala fissa e radar costieri potenziati per controllare i movimenti irregolari delle imbarcazioni. Le rotazioni di equipaggi navali e offshore potrebbero essere soggette a controlli più frequenti, soprattutto in Victoria e Tasmania, con possibili ritardi nelle procedure per i visti di marittimi e equipaggi di superyacht (sottoclasse 988). Gli arresti dimostrano inoltre come l’incrocio dei dati tra registri marittimi statali e i registri visti del Dipartimento degli Affari Interni possa innescare controlli mirati di conformità. Le aziende che gestiscono tecnici marittimi in regime fly-in/fly-out dovrebbero assicurarsi che l’equipaggio disponga di documentazione comprovante l’assegnazione per evitare ritardi. Tutti e nove gli imputati rischiano l’ergastolo in caso di condanna. L’AFP non esclude ulteriori arresti mentre gli investigatori continuano a seguire i vertici esteri dell’organizzazione, segnalando un’attività operativa continua nei porti del sud anche durante l’inverno 2026.
Fonte: Australian Federal Police
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