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L'Australia attiva i nuovi poteri di «Controllo degli Arrivi» per sospendere i visti turistici iraniani per sei mesi

mar 28, 2026
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L'Australia attiva i nuovi poteri di «Controllo degli Arrivi» per sospendere i visti turistici iraniani per sei mesi
In un uso straordinario dei nuovi poteri di frontiera australiani, il Ministro degli Affari Interni Tony Burke ha firmato il 27 marzo 2026 la prima Determinazione di Controllo degli Arrivi del Paese, sospendendo temporaneamente la maggior parte dei visti turistici di sottoclasse 600 detenuti da cittadini iraniani fuori dall’Australia. Questo potere deriva dal Migration Amendment (2026 Measures No. 1) Act 2026, che ha introdotto la Sottosezione AGA nel Migration Act, entrata in vigore il 14 marzo. L’articolo 84B consente al ministro – con l’approvazione scritta del Primo Ministro e del Ministro degli Esteri – di dichiarare che determinate categorie di titolari di visti temporanei non possono entrare in Australia per un massimo di sei mesi. Una volta in vigore, l’articolo 84E stabilisce che il visto interessato “cessa di avere effetto”, obbligando le compagnie aeree a negare l’imbarco e richiedere un nuovo visto al termine del divieto. Il Parlamento deve essere informato entro due giorni di seduta, ma lo strumento non è soggetto a revoca, conferendo all’esecutivo un’ampia discrezionalità. Il Ministero degli Affari Interni ha motivato la decisione con l’escalation rapida del conflitto Iran-Israele e l’ondata di uomini in età di leva che cercano di lasciare l’Iran, creando “un rischio elevato che alcuni titolari di visti turistici iraniani si trattenessero oltre il permesso o richiedessero protezione”. Il dipartimento ha sottolineato che la sospensione non riguarda i residenti permanenti, i familiari diretti di australiani o i titolari di visti umanitari. Le domande di visto già in corso rimarranno valide ma non saranno esaminate fino alla fine del divieto. Gli agenti di migrazione riferiscono che le compagnie aeree hanno già aggiornato i loro sistemi: diversi passeggeri iraniani sono stati respinti all’imbarco a Dubai durante la notte. Le organizzazioni comunitarie invitano i viaggiatori con itinerari di collegamento a verificare il proprio status prima di volare e a portare con sé prove di eventuali esenzioni, se ne hanno diritto. Gli avvocati per i diritti umani avvertono che i viaggiatori interessati non hanno diritto a un riesame individuale; l’unico rimedio è la revoca ministeriale della determinazione stessa. Per le aziende, il caso rappresenta un campanello d’allarme: possedere un visto concesso non garantisce più automaticamente l’ingresso. I team di mobilità con personale, clienti o subappaltatori iraniani previsti in Australia nei prossimi sei mesi dovranno predisporre piani di emergenza – inclusa la partecipazione virtuale o lo spostamento degli incontri – e monitorare se altre nazionalità verranno aggiunte. Il governo ha lasciato intendere che simili sospensioni potrebbero essere adottate in future crisi regionali o eventi pandemici. Strategicamente, la mossa rappresenta il primo test concreto della determinazione di Canberra post-COVID di mantenere controlli discrezionali “a semaforo” nel proprio arsenale legislativo. Pur riconoscendo l’argomento di interesse nazionale, i gruppi imprenditoriali chiedono criteri chiari e pubblicati per poter pianificare i viaggi con maggiore certezza.
Fonte: Federal Register of Legislation / r/AusVisa discussion

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