
Il governo polacco sostiene che la sua linea dura al confine con la Bielorussia stia dando risultati. I dati del ministero dell’Interno, pubblicati il 4 aprile 2026, registrano solo 158 tentativi di attraversamento del confine nel primo trimestre, rispetto a oltre 3.300 nello stesso periodo del 2022, con un calo impressionante del 96%. Le autorità attribuiscono questo calo alla barriera in acciaio lunga 187 chilometri completata nel 2025, ai sistemi di rilevamento del movimento potenziati e alla controversa politica dei respingimenti immediati. Le statistiche arrivano a un anno dall’entrata in vigore del regime di “tolleranza zero” auto-dichiarato da Varsavia, secondo cui le domande di asilo possono essere presentate solo ai posti di controllo ufficiali e i migranti intercettati nelle foreste vengono immediatamente rimandati in Bielorussia. Le ONG per i diritti umani continuano a contestare questa pratica davanti ai tribunali polacchi ed europei, sostenendo che violi la Convenzione di Ginevra. Gli avvocati del governo replicano che la Bielorussia sta orchestrando una forma di guerra ibrida, convogliando migranti verso l’UE per destabilizzarla. Dal punto di vista della mobilità aziendale, il rafforzamento del confine ha ridotto le interruzioni lungo il corridoio ferroviario Rail Baltica, che trasporta componenti auto ed elettronica dalle fabbriche polacche ai porti scandinavi. I responsabili della catena di approvvigionamento avevano lamentato chiusure ripetute nel 2023-24, quando grandi gruppi di migranti si radunavano sui binari. Tuttavia, le aziende che impiegano cittadini di paesi terzi nell’est della Polonia devono considerare che la Guardia di Frontiera locale effettua ora controlli più frequenti sui permessi di soggiorno, talvolta anche durante i turni notturni. Il ministero ha assicurato che la situazione è “sotto controllo ma non risolta”, prorogando la zona di stato di emergenza e le restrizioni di accesso notturno per i giornalisti almeno fino al 22 maggio 2026. Varsavia sta inoltre accelerando il progetto “Scudo Est” da 10 miliardi di PLN, che prevede l’installazione di ulteriori torri di sorveglianza e sistemi anti-drone lungo i confini con Bielorussia e Kaliningrad. I diplomatici UE temono privatamente che il rafforzamento del controllo possa spingere le rotte migratorie più a fondo in Ucraina una volta cessate le ostilità militari, per cui le aziende con operazioni in loco dovrebbero mantenere aggiornati i piani di viaggio di emergenza. Per ora, però, i dati confermano l’effetto deterrente del confine orientale fortificato della Polonia.
Fonte: TVP World
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