
Il Ministero dell'Interno e dell'Amministrazione della Polonia (MSWiA) ha comunicato il 4 aprile che il numero di tentativi registrati di attraversamento non autorizzato del confine con la Bielorussia è passato da 3.306 nel primo trimestre del 2022 a soli 158 nel primo trimestre del 2026, con una diminuzione di quasi il 96%. Il ministero attribuisce questo calo a un pacchetto di regolamenti d'emergenza che sospendono temporaneamente il diritto di presentare domanda di asilo al confine e consentono alla Guardia di Frontiera di respingere i migranti intercettati sul suolo polacco. Le norme, introdotte per la prima volta nel marzo 2025, sono state rinnovate sei volte e resteranno in vigore almeno fino al 22 maggio 2026.
Dietro questi dati si cela la strategia più ampia di “tolleranza zero” adottata da Varsavia dopo che Minsk e Mosca sono state accusate di orchestrare i flussi migratori come forma di guerra ibrida. Un recinto in acciaio alto cinque metri, telecamere a infrarossi e sensori di movimento ora coprono 186 km di confine, mentre un programma separato, lo Scudo Est da 10 miliardi di PLN (2,3 miliardi di euro), sta rafforzando l’intero confine orientale con barriere sia fisiche che digitali. Secondo le autorità, anche pattuglie mobili aggiuntive e controlli biometrici hanno scoraggiato i potenziali attraversamenti.
Il ministero ha sottolineato che “la migrazione è sotto controllo, ma restiamo vigili”, evidenziando che i controlli temporanei ai confini terrestri con Germania e Lituania — reintrodotti la scorsa estate — rimarranno attivi. Questi controlli interni all’area Schengen mirano a intercettare i migranti che riescono a lasciare il territorio bielorusso passando per Lituania o Lettonia e poi tentano di raggiungere l’Europa occidentale attraverso la Polonia. I viaggiatori d’affari che attraversano in auto o treno dovrebbero quindi prevedere controlli a campione e possibili ritardi ai principali valichi come Budzisko e Świecko.
Le ONG per i diritti umani hanno criticato la politica di respingimento generalizzato, sostenendo che viola la Convenzione sui Rifugiati del 1951 e la normativa europea sull’asilo. Finora, i tribunali polacchi hanno in gran parte dato ragione al governo, invocando motivi di sicurezza nazionale. Le aziende che spostano personale attraverso il confine orientale dovrebbero assicurarsi che i dipendenti siano in possesso di tutta la documentazione necessaria e, quando possibile, utilizzare i valichi ufficiali aperti 24 ore su 24. Gli operatori logistici che trasportano merci da Bielorussia o Russia via Lituania sono invitati a monitorare le app sui tempi di attesa fornite dalla Guardia di Frontiera. Un eventuale aumento degli attraversamenti potrebbe spingere Varsavia a estendere nuovamente le restrizioni o a inasprire le regole di responsabilità per gli operatori di autobus e pullman.
Dietro questi dati si cela la strategia più ampia di “tolleranza zero” adottata da Varsavia dopo che Minsk e Mosca sono state accusate di orchestrare i flussi migratori come forma di guerra ibrida. Un recinto in acciaio alto cinque metri, telecamere a infrarossi e sensori di movimento ora coprono 186 km di confine, mentre un programma separato, lo Scudo Est da 10 miliardi di PLN (2,3 miliardi di euro), sta rafforzando l’intero confine orientale con barriere sia fisiche che digitali. Secondo le autorità, anche pattuglie mobili aggiuntive e controlli biometrici hanno scoraggiato i potenziali attraversamenti.
Il ministero ha sottolineato che “la migrazione è sotto controllo, ma restiamo vigili”, evidenziando che i controlli temporanei ai confini terrestri con Germania e Lituania — reintrodotti la scorsa estate — rimarranno attivi. Questi controlli interni all’area Schengen mirano a intercettare i migranti che riescono a lasciare il territorio bielorusso passando per Lituania o Lettonia e poi tentano di raggiungere l’Europa occidentale attraverso la Polonia. I viaggiatori d’affari che attraversano in auto o treno dovrebbero quindi prevedere controlli a campione e possibili ritardi ai principali valichi come Budzisko e Świecko.
Le ONG per i diritti umani hanno criticato la politica di respingimento generalizzato, sostenendo che viola la Convenzione sui Rifugiati del 1951 e la normativa europea sull’asilo. Finora, i tribunali polacchi hanno in gran parte dato ragione al governo, invocando motivi di sicurezza nazionale. Le aziende che spostano personale attraverso il confine orientale dovrebbero assicurarsi che i dipendenti siano in possesso di tutta la documentazione necessaria e, quando possibile, utilizzare i valichi ufficiali aperti 24 ore su 24. Gli operatori logistici che trasportano merci da Bielorussia o Russia via Lituania sono invitati a monitorare le app sui tempi di attesa fornite dalla Guardia di Frontiera. Un eventuale aumento degli attraversamenti potrebbe spingere Varsavia a estendere nuovamente le restrizioni o a inasprire le regole di responsabilità per gli operatori di autobus e pullman.
Fonte: Polsat News
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