
La spinta della Cina a semplificare le regole per l’ingresso a breve termine sta iniziando a dare risultati concreti. Il portavoce Guo Jiakun ha dichiarato ai giornalisti il 23 aprile che tra gennaio e marzo 2026 quasi 1,9 milioni di stranieri sono entrati nel territorio continentale senza visto, con un aumento di quasi il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato include i viaggiatori che hanno usufruito della rete in espansione di programmi unilaterali di esenzione dal visto di 15 e 30 giorni, oltre al sistema di transito senza visto di 144 ore attivo in 23 città.
Contesto: dalla fine del 2025 Pechino ha progressivamente aggiunto Canada, Regno Unito, Irlanda, Svizzera, Austria e altri paesi europei alla lista dei paesi esenti da visto, estendendo il programma pilota fino al 31 dicembre 2026. Parallelamente, le grandi città hanno eliminato l’obbligo di prenotazione anticipata per i siti turistici e digitalizzato il processo di registrazione per l’alloggio temporaneo, riducendo ulteriormente gli ostacoli per visitatori d’affari e turisti.
Le società di consulenza che gestiscono i viaggi aziendali riferiscono che le multinazionali, che avevano sospeso le visite in Cina durante la pandemia, stanno “riaccendendo i motori”. I team di audit stanno nuovamente ispezionando i fornitori, i membri del consiglio si riuniscono in loco e le franchigie sportive pianificano i tour pre-stagionali: tutti flussi che in passato richiedevano lettere d’invito e appuntamenti consolari. L’eliminazione di questi passaggi amministrativi riduce i tempi di attesa di circa due settimane e fa risparmiare diverse centinaia di dollari per viaggiatore in costi di servizio, secondo gli esperti di mobilità HR.
Implicazioni pratiche: le aziende devono comunque ricordare ai dipendenti che chi entra senza visto deve registrare il proprio indirizzo presso la polizia entro 24 ore (online o in hotel) e non può convertire il proprio status in lavorativo una volta in Cina. Gli esperti sottolineano inoltre che il superamento del periodo consentito, anche di un solo giorno, comporta multe di 500 RMB al giorno fino a un massimo di 10.000 RMB e possibili detenzioni. Per questo i responsabili dei viaggi continuano a monitorare le date di uscita tramite i loro dashboard di mobilità.
Con il Ministero della Cultura e del Turismo che prevede 80 milioni di viaggi in entrata nel 2026, gli osservatori si aspettano ulteriori aperture. Tra i programmi pilota in discussione ci sono l’estensione dell’esenzione anche ad Australia e Nuova Zelanda e la possibilità di attivare i pagamenti digitali prima dell’arrivo, così da permettere ai visitatori stranieri di collegare subito carte di credito internazionali ad Alipay e WeChat Pay appena atterrati.
Contesto: dalla fine del 2025 Pechino ha progressivamente aggiunto Canada, Regno Unito, Irlanda, Svizzera, Austria e altri paesi europei alla lista dei paesi esenti da visto, estendendo il programma pilota fino al 31 dicembre 2026. Parallelamente, le grandi città hanno eliminato l’obbligo di prenotazione anticipata per i siti turistici e digitalizzato il processo di registrazione per l’alloggio temporaneo, riducendo ulteriormente gli ostacoli per visitatori d’affari e turisti.
Le società di consulenza che gestiscono i viaggi aziendali riferiscono che le multinazionali, che avevano sospeso le visite in Cina durante la pandemia, stanno “riaccendendo i motori”. I team di audit stanno nuovamente ispezionando i fornitori, i membri del consiglio si riuniscono in loco e le franchigie sportive pianificano i tour pre-stagionali: tutti flussi che in passato richiedevano lettere d’invito e appuntamenti consolari. L’eliminazione di questi passaggi amministrativi riduce i tempi di attesa di circa due settimane e fa risparmiare diverse centinaia di dollari per viaggiatore in costi di servizio, secondo gli esperti di mobilità HR.
Implicazioni pratiche: le aziende devono comunque ricordare ai dipendenti che chi entra senza visto deve registrare il proprio indirizzo presso la polizia entro 24 ore (online o in hotel) e non può convertire il proprio status in lavorativo una volta in Cina. Gli esperti sottolineano inoltre che il superamento del periodo consentito, anche di un solo giorno, comporta multe di 500 RMB al giorno fino a un massimo di 10.000 RMB e possibili detenzioni. Per questo i responsabili dei viaggi continuano a monitorare le date di uscita tramite i loro dashboard di mobilità.
Con il Ministero della Cultura e del Turismo che prevede 80 milioni di viaggi in entrata nel 2026, gli osservatori si aspettano ulteriori aperture. Tra i programmi pilota in discussione ci sono l’estensione dell’esenzione anche ad Australia e Nuova Zelanda e la possibilità di attivare i pagamenti digitali prima dell’arrivo, così da permettere ai visitatori stranieri di collegare subito carte di credito internazionali ad Alipay e WeChat Pay appena atterrati.
Fonte: Global Times
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per China.Di più da China
Visualizza tutto
La Thailandia valuta di abolire il soggiorno senza visto di 60 giorni, aumentando le difficoltà per i turisti cinesi
La ferrovia Cina-Laos supera i 70 milioni di passeggeri mentre i due paesi celebrano 65 anni di rapporti diplomatici