
La compagnia aerea iraniana Mahan Air ha annunciato il 23 aprile la ripresa dei voli passeggeri diretti verso la Cina a partire dal 26 aprile, dopo una sospensione di due mesi causata dalla chiusura dello spazio aereo regionale. Il programma iniziale prevede tre rotazioni settimanali tra Teheran e Pechino/Guangzhou e quattro voli settimanali tra Teheran e Shanghai fino al 25 maggio, con ulteriori frequenze in fase di valutazione.
Contesto: la compagnia aveva interrotto i servizi a fine febbraio, quando diversi stati del Golfo hanno limitato i sorvoli aerei a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran. La Cina resta un mercato strategico per le compagnie iraniane, trasportando delegazioni commerciali legate a progetti energetici e infrastrutturali, oltre a migliaia di studenti iraniani iscritti nelle università cinesi.
Aspetti operativi: Mahan Air ha ottenuto corridoi alternativi attraverso Turkmenistan e Kazakistan, che allungano il tempo di volo di circa 40 minuti ma evitano le zone più instabili. Le società di consulenza sui rischi di viaggio raccomandano alle aziende di rivedere le clausole assicurative per i voli che attraversano FIR adiacenti a zone di conflitto e di informare i viaggiatori su possibili deviazioni.
Per i responsabili della mobilità aziendale cinesi, la ripresa dei voli riapre un canale diretto per gli ingegneri impegnati in progetti petro-chimici congiunti nel giacimento South Pars in Iran e per le visite legate alla catena di approvvigionamento nell’ambito dell’Accordo di Cooperazione Cina-Iran a 25 anni. I cittadini cinesi necessitano ancora di visto per entrare in Iran, ma il portale per il visto elettronico di Teheran ha ridotto i tempi di elaborazione a cinque giorni lavorativi.
Prospettive future: Mahan prevede di avviare accordi di codeshare con China Southern e di esplorare i diritti di quinta libertà via Kuala Lumpur, ampliando così le opzioni di viaggio con uno scalo tra città provinciali cinesi e Teheran.
Contesto: la compagnia aveva interrotto i servizi a fine febbraio, quando diversi stati del Golfo hanno limitato i sorvoli aerei a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran. La Cina resta un mercato strategico per le compagnie iraniane, trasportando delegazioni commerciali legate a progetti energetici e infrastrutturali, oltre a migliaia di studenti iraniani iscritti nelle università cinesi.
Aspetti operativi: Mahan Air ha ottenuto corridoi alternativi attraverso Turkmenistan e Kazakistan, che allungano il tempo di volo di circa 40 minuti ma evitano le zone più instabili. Le società di consulenza sui rischi di viaggio raccomandano alle aziende di rivedere le clausole assicurative per i voli che attraversano FIR adiacenti a zone di conflitto e di informare i viaggiatori su possibili deviazioni.
Per i responsabili della mobilità aziendale cinesi, la ripresa dei voli riapre un canale diretto per gli ingegneri impegnati in progetti petro-chimici congiunti nel giacimento South Pars in Iran e per le visite legate alla catena di approvvigionamento nell’ambito dell’Accordo di Cooperazione Cina-Iran a 25 anni. I cittadini cinesi necessitano ancora di visto per entrare in Iran, ma il portale per il visto elettronico di Teheran ha ridotto i tempi di elaborazione a cinque giorni lavorativi.
Prospettive future: Mahan prevede di avviare accordi di codeshare con China Southern e di esplorare i diritti di quinta libertà via Kuala Lumpur, ampliando così le opzioni di viaggio con uno scalo tra città provinciali cinesi e Teheran.
Fonte: Global Times
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