
Il 6 maggio è entrato in vigore un decreto che attua la legge sulla nazionalità del 2025 a Mayotte, ponendo fine alla cittadinanza francese automatica per i bambini nati sull'isola, a meno che entrambi i genitori non abbiano vissuto legalmente in Francia per almeno un anno al momento della nascita. In precedenza, bastava che un solo genitore avesse una residenza legale di tre mesi. La modifica risponde alle pressioni migratorie croniche nel dipartimento dell’Oceano Indiano, dove quasi metà della popolazione è straniera e i reparti maternità sono sotto pressione record. I sostenitori, tra cui il governo e il Rassemblement National, affermano che le nuove condizioni più rigide limiteranno il cosiddetto «turismo della nascita» proveniente dalle vicine Comore e Madagascar. Gruppi della società civile e deputati di sinistra denunciano la misura come una violazione del principio di uguaglianza tra i territori francesi e avvertono di un aumento dei bambini apolidi. Per gli operatori della mobilità internazionale, la riforma riguarda soprattutto il personale delle aziende francesi inviato a Mayotte con partner non UE in gravidanza: entrambi gli adulti devono ora mantenere uno status legale ininterrotto per un anno intero per garantire la cittadinanza al bambino alla nascita. I datori di lavoro dovrebbero verificare con largo anticipo la validità dei permessi di soggiorno e prepararsi a tempi più lunghi per il ricongiungimento familiare se i nuovi requisiti non vengono soddisfatti. Il Consiglio di Stato è stato chiamato a valutare la conformità della norma con le convenzioni internazionali sui diritti dei minori, ma non è stata disposta alcuna sospensione.
Fonte: Le Parisien (with AFP)
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