
La capo della polizia di Ginevra, Monica Bonfanti, ha utilizzato un’intervista radiofonica mattutina il 4 maggio per preparare i pendolari ai disagi previsti il mese prossimo, quando i leader mondiali si incontreranno sull’altra sponda del lago, a Évian-les-Bains. Bonfanti ha spiegato che il piano di sicurezza congiunto svizzero-francese potrebbe prevedere la «chiusura temporanea di punti di attraversamento secondari» e controlli a campione sull’autostrada A40, richiamando le misure adottate durante il vertice Biden-Putin del 2021.
Sebbene la sede del summit sia in Francia, l’aeroporto di Ginevra — a soli 20 minuti di distanza e parzialmente su suolo svizzero — fungerà da hub principale per gli arrivi. Il cantone prevede che 40.000 pendolari transfrontalieri al giorno, tra cui molti espatriati in missione intra-UE, dovranno affrontare deviazioni o controlli più lunghi tra il 12 e il 16 giugno. Le prefetture francesi dell’Alta Savoia non hanno ancora pubblicato un arrêté, ma le autorità svizzere consigliano ai datori di lavoro di rilasciare attestati che giustifichino gli spostamenti essenziali.
Per le multinazionali con uffici nel corridoio Ginevra-Lione, il rischio maggiore riguarda i ritardi nella catena di approvvigionamento: le chiusure precedenti hanno costretto i camion a percorrere strade alpine secondarie, aggiungendo ore ai percorsi just-in-time. I team delle risorse umane dovrebbero inoltre rivedere le politiche di smart working e di diaria; i dipendenti bloccati sul «lato sbagliato» del confine potrebbero infatti accumulare giorni di residenza fiscale francese se pernottano a Évian.
Le aziende possono mitigare i disagi scaglionando gli orari di lavoro, incentivando l’uso del treno tramite il Léman Express e preregistrando le targhe dei veicoli nel programma di corsia veloce doganale. Una prova generale della sicurezza è prevista per il 28 maggio: i responsabili della mobilità dovrebbero monitorare questa esercitazione per avere l’elenco definitivo dei punti di attraversamento aperti.
Sebbene la sede del summit sia in Francia, l’aeroporto di Ginevra — a soli 20 minuti di distanza e parzialmente su suolo svizzero — fungerà da hub principale per gli arrivi. Il cantone prevede che 40.000 pendolari transfrontalieri al giorno, tra cui molti espatriati in missione intra-UE, dovranno affrontare deviazioni o controlli più lunghi tra il 12 e il 16 giugno. Le prefetture francesi dell’Alta Savoia non hanno ancora pubblicato un arrêté, ma le autorità svizzere consigliano ai datori di lavoro di rilasciare attestati che giustifichino gli spostamenti essenziali.
Per le multinazionali con uffici nel corridoio Ginevra-Lione, il rischio maggiore riguarda i ritardi nella catena di approvvigionamento: le chiusure precedenti hanno costretto i camion a percorrere strade alpine secondarie, aggiungendo ore ai percorsi just-in-time. I team delle risorse umane dovrebbero inoltre rivedere le politiche di smart working e di diaria; i dipendenti bloccati sul «lato sbagliato» del confine potrebbero infatti accumulare giorni di residenza fiscale francese se pernottano a Évian.
Le aziende possono mitigare i disagi scaglionando gli orari di lavoro, incentivando l’uso del treno tramite il Léman Express e preregistrando le targhe dei veicoli nel programma di corsia veloce doganale. Una prova generale della sicurezza è prevista per il 28 maggio: i responsabili della mobilità dovrebbero monitorare questa esercitazione per avere l’elenco definitivo dei punti di attraversamento aperti.
Fonte: World Radio Switzerland
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