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Berna fissa al 12 giugno la data di avvio del regolamento sull'interoperabilità dei sistemi Schengen/Dublino

mag 7, 2026
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Berna fissa al 12 giugno la data di avvio del regolamento sull'interoperabilità dei sistemi Schengen/Dublino
In un ulteriore passo verso la modernizzazione dell’architettura informativa europea, il Consiglio Federale svizzero ha deciso che il nuovo Regolamento sull’Interoperabilità dei Sistemi Informativi Schengen/Dublino (IOSDV) entrerà in vigore il 12 giugno 2026. Il comunicato stampa del 6 maggio 2026 conferma che le autorità svizzere di polizia, frontiera e migrazione potranno presto effettuare una singola interrogazione su più banche dati UE — tra cui il Sistema d’Informazione Schengen (SIS), il Sistema d’Informazione Visti (VIS) e il prossimo Sistema d’Entrata/Uscita — tramite strumenti come il Portale Europeo di Ricerca e il Servizio Condiviso di Confronto Biometrico. Attualmente, gli agenti devono consultare ogni database separatamente, un processo che i critici definiscono lungo e soggetto a lacune. Una volta attiva l’interoperabilità, una scansione del passaporto all’aeroporto di Zurigo o un controllo stradale in Ticino segnalerà immediatamente soggiorni irregolari, documenti smarriti o rubati, rifiuti di asilo e allerte antiterrorismo presenti in qualsiasi parte dell’UE. Le autorità svizzere sostengono che l’aggiornamento migliorerà sia la sicurezza sia la velocità dei flussi legittimi di passeggeri. Il regolamento specifica inoltre quali enti svizzeri potranno accedere ai dati combinati e per quali scopi, introducendo garanzie su conservazione, correzione e cancellazione. Durante la consultazione pubblica, 23 stakeholder hanno espresso sostegno e solo uno si è opposto, principalmente per motivi di privacy. Gli addetti alla compliance nelle multinazionali dovrebbero considerare che la maggiore potenza di ricerca potrebbe aumentare la probabilità di rilevare violazioni minori di soggiorno oltre il permesso o dati personali errati durante i controlli di routine, rendendo ancora più preziose le verifiche preventive dei documenti. L’interoperabilità è uno “sviluppo dell’acquis” Schengen, il che significa che la Svizzera, pur non essendo membro UE, è obbligata a implementarla. L’UE prevede di introdurre gradualmente i vari componenti tecnici entro il 2028; la data di avvio sincronizzata di Berna garantisce che i sistemi svizzeri siano pronti fin dal primo giorno. Contestualmente, il Consiglio Federale ha modificato l’Ordinanza sull’Ammissione, Soggiorno e Attività Lucrativa (VZAE) e l’Ordinanza sul Sistema d’Informazione Visti (VISV) per adeguare i riferimenti tecnici al nuovo quadro normativo. Per i team di mobilità globale, il messaggio principale è la preparazione: i dipendenti in trasferta devono viaggiare con passaporti in perfette condizioni e i reparti HR devono verificare che i dati personali inseriti nelle domande di visto corrispondano esattamente ai dati biometrici e biografici presenti nei sistemi europei. Le discrepanze nei dati saranno sempre più difficili da ignorare una volta attivato il componente MID (Multiple-Identity Detector).
Fonte: Swiss Federal Council

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