
La Svizzera ha agito rapidamente per allinearsi agli sviluppi nella gestione delle frontiere europee. In una riunione a Berna il 6 maggio 2026, il Consiglio federale ha approvato un pacchetto completo di modifiche ordinarie necessarie per recepire nel diritto svizzero il Codice delle frontiere di Schengen rivisto dall’Unione Europea. La revisione dell’UE — adottata per la prima volta nel 2024 dopo lunghe trattative — chiarisce quando e come gli Stati membri possono reintrodurre controlli alle frontiere interne, rafforza gli obblighi dei vettori durante gravi emergenze sanitarie pubbliche e istituisce una procedura accelerata di trasferimento per cittadini di paesi terzi irregolari fermati nelle zone di confine condivise.
Essendo la Svizzera un associato a pieno titolo di Schengen, è tenuta a integrare tali modifiche nella legislazione nazionale. Il Parlamento ha modificato le leggi di base lo scorso settembre; la decisione di ieri completa le ordinanze esecutive corrispondenti. Quattro regolamenti chiave sono interessati: l’Ordinanza sull’Entrata e il Rilascio dei Visti (OEV), l’Ordinanza sull’Ammissione, il Soggiorno e l’Attività lucrativa (OASA), l’Ordinanza sull’Esecuzione dell’Allontanamento e dell’Espulsione degli Stranieri (OERE) e l’Ordinanza SYMIC, che regola il sistema centrale svizzero di informazioni sulla migrazione.
I testi dettagliano come i vettori aerei devono verificare la documentazione sanitaria su indicazione delle autorità, le procedure che i Cantoni devono seguire per richiedere controlli temporanei alle frontiere e come la Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) raccoglierà le statistiche sui trasferimenti transfrontalieri. Per le aziende multinazionali attive in Svizzera, le modifiche sono principalmente di natura procedurale ma comunque rilevanti. I responsabili della gestione dei rischi di viaggio dovrebbero aggiornare le checklist di conformità, in particolare riguardo alla documentazione che le compagnie aeree potrebbero richiedere ai dipendenti in caso di future pandemie. I team di mobilità devono inoltre considerare la nuova procedura di trasferimento rapido, che potrebbe ridurre i tempi per regolarizzare lo status irregolare o per il rimpatrio dei lavoratori.
Il pacchetto di ordinanze entrerà in vigore il 12 giugno 2026, lo stesso giorno delle modifiche legislative precedenti. Sincronizzando l’implementazione, Berna punta a garantire certezza giuridica sia per le imprese sia per le autorità di frontiera — un approccio accolto con favore dalle associazioni del settore viaggi, che temevano che scadenze scaglionate potessero generare confusione durante la stagione estiva più intensa.
Essendo la Svizzera un associato a pieno titolo di Schengen, è tenuta a integrare tali modifiche nella legislazione nazionale. Il Parlamento ha modificato le leggi di base lo scorso settembre; la decisione di ieri completa le ordinanze esecutive corrispondenti. Quattro regolamenti chiave sono interessati: l’Ordinanza sull’Entrata e il Rilascio dei Visti (OEV), l’Ordinanza sull’Ammissione, il Soggiorno e l’Attività lucrativa (OASA), l’Ordinanza sull’Esecuzione dell’Allontanamento e dell’Espulsione degli Stranieri (OERE) e l’Ordinanza SYMIC, che regola il sistema centrale svizzero di informazioni sulla migrazione.
I testi dettagliano come i vettori aerei devono verificare la documentazione sanitaria su indicazione delle autorità, le procedure che i Cantoni devono seguire per richiedere controlli temporanei alle frontiere e come la Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) raccoglierà le statistiche sui trasferimenti transfrontalieri. Per le aziende multinazionali attive in Svizzera, le modifiche sono principalmente di natura procedurale ma comunque rilevanti. I responsabili della gestione dei rischi di viaggio dovrebbero aggiornare le checklist di conformità, in particolare riguardo alla documentazione che le compagnie aeree potrebbero richiedere ai dipendenti in caso di future pandemie. I team di mobilità devono inoltre considerare la nuova procedura di trasferimento rapido, che potrebbe ridurre i tempi per regolarizzare lo status irregolare o per il rimpatrio dei lavoratori.
Il pacchetto di ordinanze entrerà in vigore il 12 giugno 2026, lo stesso giorno delle modifiche legislative precedenti. Sincronizzando l’implementazione, Berna punta a garantire certezza giuridica sia per le imprese sia per le autorità di frontiera — un approccio accolto con favore dalle associazioni del settore viaggi, che temevano che scadenze scaglionate potessero generare confusione durante la stagione estiva più intensa.
Fonte: Swiss Federal Council
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