
Il Consiglio federale svizzero ha confermato il 21 maggio 2026 che riattiverà i controlli temporanei alla sua normalmente aperta frontiera interna Schengen con la Francia dal 10 al 19 giugno, in vista del vertice dei leader del Gruppo dei Sette (G7) a Évian-les-Bains. Sebbene la Svizzera abbia già esercitato il diritto Schengen di reintrodurre controlli, questa è la prima volta dalla pandemia che la misura riguarda un solo paese confinante ed è motivata principalmente da ragioni di sicurezza legate al summit, piuttosto che da pressioni migratorie. Évian si trova a meno di dieci chilometri da Ginevra, dove il pendolarismo transfrontaliero è parte della vita quotidiana: circa 95.000 frontalieri entrano nel cantone ogni giorno lavorativo e l’aeroporto di Ginevra gestisce oltre mezzo milione di passeggeri a settimana a giugno. Durante il periodo di dieci giorni, dogana e Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (BAZG) potranno fermare i viaggiatori “senza sospetto” ai valichi principali e secondari, nonché all’interno del territorio svizzero. Le compagnie aeree sono state invitate a consigliare ai passeggeri di arrivare in anticipo agli aeroporti di Ginevra e Zurigo; le aziende di trasporto su camion sono esortate a prevedere tempi extra nelle consegne just-in-time. Il Consiglio federale ha inoltre autorizzato l’impiego di fino a 5.000 soldati dell’esercito svizzero per rafforzare la polizia cantonale in caso di proteste sul suolo svizzero, replicando il modello adottato per il vertice Biden-Putin del 2021. Per i responsabili della mobilità, il punto pratico chiave è la pianificazione di emergenza: il personale transfrontaliero potrebbe affrontare code fino a 60 minuti a Bardonnex e Thônex-Vallard, i valichi più trafficati di Ginevra. I datori di lavoro dovrebbero fornire indicazioni sulla flessibilità della presenza e, dove possibile, spostare riunioni in formato virtuale o programmarle fuori dalla finestra di picco del summit. I viaggiatori in transito dal nodo ferroviario di Ginevra verso le località alpine devono considerare che solo sette dei 35 valichi della regione resteranno aperti 24 ore su 24; i treni notturni saranno soggetti a controlli d’identità a bordo. Le autorità svizzere sottolineano che i cittadini UE e gli altri residenti Schengen mantengono il diritto di ingresso, ma devono portare passaporto o carta d’identità nazionale. I visitatori d’affari non UE devono avere con sé passaporto e visto o permesso di soggiorno svizzero/Schengen per l’ispezione. La mancata presentazione può comportare il rifiuto d’ingresso o sanzioni, anche per chi è abituato a viaggiare senza attriti nell’area Schengen. Le aziende che operano con logistica just-in-time, soprattutto nei settori del lusso e farmaceutico, sono invitate a utilizzare l’app governativa per il traffico in tempo reale e a prevedere scorte di sicurezza. Le misure temporanee evidenziano una tendenza europea emergente: la politicizzazione delle frontiere interne Schengen in risposta a eventi di sicurezza. Germania, Norvegia e Slovenia hanno adottato controlli simili all’inizio di questa primavera. Se il G7 si svolgerà senza incidenti rilevanti, la Svizzera sospenderà i controlli alle 23:59 del 19 giugno; in caso di disordini, la misura potrà essere prorogata a blocchi rinnovabili di 30 giorni. I team di mobilità globale con personale nella regione del Lago di Ginevra dovranno quindi monitorare attentamente i comunicati ufficiali e mantenere politiche di viaggio flessibili.
Fonte: IamExpat Switzerland
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