
La Commissione Europea ha confermato il 19 maggio 2026 che il Sistema di Entrata/Uscita (EES) è ora pienamente operativo su tutti i confini Schengen, segnando la fine dell’era dei timbri a inchiostro sui passaporti per i visitatori non UE in soggiorni brevi. La Svizzera, che ha attivato il sistema il 10 aprile 2026, sta già registrando le impronte digitali biometriche e le immagini facciali di tutti i cittadini di paesi terzi, sia con che senza visto, che entrano o escono dal Paese.
Per gli aeroporti e i valichi terrestri svizzeri, il primo mese di operatività ha rappresentato una fase di apprendimento. L’aeroporto di Zurigo segnala un aumento medio dei tempi di attesa nelle aree immigrazione del 26%, con picchi fino a due ore quando più voli wide-body arrivano contemporaneamente. Le guardie di frontiera non possono più far passare i viaggiatori con un semplice sguardo: ogni attraversamento deve essere registrato e il sistema segnala automaticamente eventuali soggiorni oltre il limite, passaporti smarriti o allarmi di sicurezza.
I viaggiatori d’affari e i trasferiti dovrebbero adottare tre misure immediate. Primo, prevedere tempi extra negli itinerari, soprattutto per i collegamenti con voli successivi all’interno di Schengen, finché i tempi di elaborazione non si stabilizzeranno. Secondo, monitorare attentamente i giorni trascorsi nell’area Schengen: l’EES calcola automaticamente il limite di 90 giorni su 180 e i soggiorni oltre il consentito saranno inequivocabili. Terzo, assicurarsi che i passaporti siano in buone condizioni fisiche; chip danneggiati o impronte illeggibili comporteranno procedure manuali e code più lunghe.
La Commissione ha inoltre ribadito che ETIAS — l’autorizzazione di viaggio preventiva per i cittadini esenti da visto — è prevista per il lancio nell’ultimo trimestre del 2026, con una tariffa standard di 20 euro. Una volta attivo ETIAS, i viaggiatori diretti in Svizzera senza visto Schengen dovranno ottenere l’autorizzazione prima dell’imbarco. Le aziende sono quindi invitate a verificare i modelli di viaggio del personale e a pianificare nel budget la nuova tariffa e i tempi di anticipo necessari.
Sebbene la tecnologia prometta vantaggi duraturi in termini di sicurezza ed efficienza, le difficoltà di transizione sono evidenti. Le autorità svizzere possono sospendere temporaneamente la raccolta biometrica in caso di picchi estremi, ma compagnie aeree e imprese sono avvisate a non fare affidamento su esenzioni. Investire ora nell’educazione dei viaggiatori eviterà ritardi costosi in futuro.
Per gli aeroporti e i valichi terrestri svizzeri, il primo mese di operatività ha rappresentato una fase di apprendimento. L’aeroporto di Zurigo segnala un aumento medio dei tempi di attesa nelle aree immigrazione del 26%, con picchi fino a due ore quando più voli wide-body arrivano contemporaneamente. Le guardie di frontiera non possono più far passare i viaggiatori con un semplice sguardo: ogni attraversamento deve essere registrato e il sistema segnala automaticamente eventuali soggiorni oltre il limite, passaporti smarriti o allarmi di sicurezza.
I viaggiatori d’affari e i trasferiti dovrebbero adottare tre misure immediate. Primo, prevedere tempi extra negli itinerari, soprattutto per i collegamenti con voli successivi all’interno di Schengen, finché i tempi di elaborazione non si stabilizzeranno. Secondo, monitorare attentamente i giorni trascorsi nell’area Schengen: l’EES calcola automaticamente il limite di 90 giorni su 180 e i soggiorni oltre il consentito saranno inequivocabili. Terzo, assicurarsi che i passaporti siano in buone condizioni fisiche; chip danneggiati o impronte illeggibili comporteranno procedure manuali e code più lunghe.
La Commissione ha inoltre ribadito che ETIAS — l’autorizzazione di viaggio preventiva per i cittadini esenti da visto — è prevista per il lancio nell’ultimo trimestre del 2026, con una tariffa standard di 20 euro. Una volta attivo ETIAS, i viaggiatori diretti in Svizzera senza visto Schengen dovranno ottenere l’autorizzazione prima dell’imbarco. Le aziende sono quindi invitate a verificare i modelli di viaggio del personale e a pianificare nel budget la nuova tariffa e i tempi di anticipo necessari.
Sebbene la tecnologia prometta vantaggi duraturi in termini di sicurezza ed efficienza, le difficoltà di transizione sono evidenti. Le autorità svizzere possono sospendere temporaneamente la raccolta biometrica in caso di picchi estremi, ma compagnie aeree e imprese sono avvisate a non fare affidamento su esenzioni. Investire ora nell’educazione dei viaggiatori eviterà ritardi costosi in futuro.
Fonte: VisaVerge
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