
Il 20 maggio 2026 il Consiglio federale svizzero ha approvato un ampio pacchetto di modifiche legislative e regolamentari per allineare la Svizzera al nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che entrerà in vigore il 12 giugno 2026. In quanto Stato associato a Schengen/Dublino, la Svizzera è tenuta a recepire gran parte della riforma, che introduce controlli biometrici obbligatori alle frontiere esterne, tempi più stringenti per i trasferimenti secondo il regolamento di Dublino e un meccanismo permanente di solidarietà per gli Stati di frontiera sovraccarichi.
I principali testi legislativi svizzeri sono già stati rivisti dal Parlamento; la decisione di mercoledì ha finalizzato le ordinanze attuative. Tra gli strumenti modificati figurano le Ordinanze sull’asilo 1 e 3, l’Ordinanza sull’ingresso e il rilascio dei visti (VEV) e l’Ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa (VZAE). Le novità definiscono le modalità di svolgimento dei colloqui di screening, lo scambio di informazioni sanitarie prima di un trasferimento Dublino e l’accreditamento dei nuovi esperti Eurodac per le impronte digitali.
Per datori di lavoro e responsabili della mobilità internazionale l’impatto più immediato sarà di natura procedurale: da metà giugno, gli stranieri fermati al confine svizzero saranno sottoposti agli stessi controlli pre-ingresso armonizzati validi nel resto dell’area Schengen, e le decisioni negative dovrebbero essere più rapide. Le aziende che gestiscono trasferimenti a breve termine dovranno quindi prevedere tempi supplementari per le formalità di frontiera e prepararsi a una condivisione dati più coerente tra le banche dati UE/Schengen.
Il governo sostiene che la riforma ridurrà il numero di domande d’asilo con scarse probabilità di successo e allevierà la pressione sul sistema interno. I critici, tra cui diverse ONG svizzere, avvertono che le procedure accelerate alle frontiere potrebbero limitare l’accesso alla consulenza legale e che lo scambio di informazioni con Paesi terzi potrebbe mettere a rischio i migranti più vulnerabili.
Tuttavia, per le imprese attive a livello internazionale il messaggio è chiaro: la Svizzera resterà pienamente allineata agli strumenti migratori UE, minimizzando i rischi di divergenza nelle assegnazioni transfrontaliere. I reparti HR dovrebbero aggiornare le linee guida interne entro il 12 giugno e informare i viaggiatori soggetti al nuovo regime di screening.
I principali testi legislativi svizzeri sono già stati rivisti dal Parlamento; la decisione di mercoledì ha finalizzato le ordinanze attuative. Tra gli strumenti modificati figurano le Ordinanze sull’asilo 1 e 3, l’Ordinanza sull’ingresso e il rilascio dei visti (VEV) e l’Ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa (VZAE). Le novità definiscono le modalità di svolgimento dei colloqui di screening, lo scambio di informazioni sanitarie prima di un trasferimento Dublino e l’accreditamento dei nuovi esperti Eurodac per le impronte digitali.
Per datori di lavoro e responsabili della mobilità internazionale l’impatto più immediato sarà di natura procedurale: da metà giugno, gli stranieri fermati al confine svizzero saranno sottoposti agli stessi controlli pre-ingresso armonizzati validi nel resto dell’area Schengen, e le decisioni negative dovrebbero essere più rapide. Le aziende che gestiscono trasferimenti a breve termine dovranno quindi prevedere tempi supplementari per le formalità di frontiera e prepararsi a una condivisione dati più coerente tra le banche dati UE/Schengen.
Il governo sostiene che la riforma ridurrà il numero di domande d’asilo con scarse probabilità di successo e allevierà la pressione sul sistema interno. I critici, tra cui diverse ONG svizzere, avvertono che le procedure accelerate alle frontiere potrebbero limitare l’accesso alla consulenza legale e che lo scambio di informazioni con Paesi terzi potrebbe mettere a rischio i migranti più vulnerabili.
Tuttavia, per le imprese attive a livello internazionale il messaggio è chiaro: la Svizzera resterà pienamente allineata agli strumenti migratori UE, minimizzando i rischi di divergenza nelle assegnazioni transfrontaliere. I reparti HR dovrebbero aggiornare le linee guida interne entro il 12 giugno e informare i viaggiatori soggetti al nuovo regime di screening.
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Svizzera.Di più da Svizzera
Visualizza tutto
Il servizio notturno ‘European Sleeper’ collegherà Berna con Bruxelles, Amsterdam e Milano dal 18 giugno
L'UE revoca le restrizioni sui visti per l'Etiopia: la Svizzera riprende l'elaborazione normale delle domande per Schengen